Uva nuovi stadi Italia
Michele Uva, vice presidente della Uefa (Foto Antonello Sammarco/Image Sport/Insidefoto)

Michele Uva, cepresidente della Uefa ed ex direttore generale della Figc, ha rilasciato una lunga intervista in esclusiva a Sportitalia (canale 60 del digitale terrestre e 225 della piattaforma Sky). dove ha parlato di vari temi, ma non è mancata un’analisi sulla situazine a livello politico-sportiva in cui versa attualmente il calcio italiano. L’intervista integrale andrà in onda settimana prossima nel corso della trasmissione ‘Labirinto’ condotta da Piero Giannico.

Il dirigente ha innanzitutto parlato della candidatura dell’Italia a Euro 2028 sottolineando come sia importante poter contare su stadi di nuova costruzione per farcela. Il problema delle strutture non deve essere sottovalutato ed è per questo che sarebbe importante muoversi al di là della candidatura: “Quello degli impianti è un grande problema. Sento parlare della candidatura di Euro2028 come la panacea dei mali dell’impiantistica, invece per poter vincere una candidatura devi poter avviare dei processi. Ci sono stadi importanti che sono già in gestazione da 4-5 e chiaramente l’Europa vede e osserva. Se poi ti dovesse capitare come concorrente un’altra nazione che ha stadi già pronti è chiaro che parte decisamente avvantaggiata. quindi secondo me in questo momento non ci sono le condizioni in Italia per fare una candidatura per Euro2028″.

Le squadre italiane troppo spesso si trovano a dover affrontare delusioni in ambito europeo, ma la considerazione dell’Uefa per il nostro calcio è di tutto rispetto: “L’Uefa guarda il calcio italiano come uno dei campionati pilastro del sistema europeo – sottolinea Uva -. La Serie A per la sua storia e per il suo attuale momento è un campionato di riferimento. Vedere gli stadi mezzi vuoti nelle ultime giornate di campionato è un aspetto che sicuramente fa capire quale sia lo specchio del momento attuale

L’arrivo di Cristiano Ronaldo in Italia è certamente servito non solo alla Juventus, ma a catalizzare maggiore attenzione nei confronti della Serie A da parte di tutta Europa: “E‘ indubbio che l’arrivo di CR7 grazie alla Juventus, sia stato un grandissimo spot mondiale. Avvicinerà sicuramente tanti ragazzi e aumenterà sicuramente il sistema dalla base però puntiamo tutto sulla capacità marketing promozionale di un giocatore e non di un intero sistema sicuramente quando CR7 dovesse decidere di smettere sarebbe un grande problema. Non è una persona sola che determina la strategia di un sistema, non è un manager solo, non è un giocatore, non è un solo allenatore ma è la complessità di un sistema che determina il successo del calcio”.

Uva ha parlato anche della sua situazione personale, che non lo vede al momento impegnato con un ruolo specifico nel nostro calcio: “Penso di aver lasciato, non io solo, ma anche il presidente Tavecchio e tutti i collaboratori della Federazione che hanno collaborato per 4 anni e mezzo intensamente, pensiamo di aver lasciato una bellissima federazione, sana da un punto di vista economico, da un punto di vista finanziario, da un punto di vista sportivo con il rilancio del calcio femminile, con la ristrutturazione di Coverciano, con i centri territoriali che sono quelli che stanno dando linfa alle nazionali giovanili che vincono con la Germania 3-1, due giorni fa”.

Infine un accenno sull'ntroduzione delle seconde squadre e sull'interesse mostrato dall'Inghilterra per quanto accade in Italia: "E' assolutamente vero perché Ferran Soriano, l'amministratore delegato del Manchester City mi ha chiamato e perché anche per l'Inghilterra sta diventando un'esigenza e stanno studiando il modello italiano. Si è iscritta l'anno scorso solo la Juventus, spero che quest'anno ce ne siano anche delle altre. Questo in vista di quelle che saranno le nuove normative FIFA. Perché la seconda squadra ti permette di avere altri 30 tesserati quindi la riduzione delle rose, limitazione dei prestiti. Ci sono una serie di regole che stanno per entrare in vigore o allo studi, per cui le seconde squadre potrebbero essere il viatico interessante. Quindi è interessante il progetto sportivo, interessante come progetto editoriale e mi auguro che altre società di serie A capiscano che è un progetto molto importante” - ha concluso.

 

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