Palermo, anche segretaria Zamparini fra gli 8 indagati
Maurizio Zamparini (Insidefoto.com)

Il Procuratore Federale e il Procuratore Federale Aggiunto, esaminati gli atti di indagine posti in essere dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo ed espletata la conseguente attività istruttoria in sede disciplinare, hanno deferito al Tribunale Federale Nazionale-Sezione Disciplinare per una serie di irregolarità gestionali Maurizio Zamparini, all’epoca dei fatti presidente del Consiglio di Amministrazione del Palermo, Anastasio Morosi e Giovanni Giammarva, rispettivamente presidente del Collegio sindacale e presidente del Consiglio di Amministrazione. La società è stata deferita per responsabilità diretta e per responsabilità oggettiva.

Nel dettaglio, sotto indagine sono in particolar modo i bilanci della società rosanero (che ora rischia una penalizzazione in classifica) per le stagioni 2014, 2015, 2016 e 2017 e la conseguente ammissione del club di Zamparini ai campionati di Serie A per le stagioni 2015/2016 e 2016/2017 e di Serie B per il 2017/2018.

L’accusa è quella di aver conseguito “un ingiusto profitto consistente nella rappresentazione di un patrimonio netto societario superiore a quello reale, anche al fine di sottrarsi agli obblighi di ricapitalizzazione di cui all’art. 2446 c.c.”. In particolare, nel 2014 l’accusa è di aver iscritto il valore della partecipazione in Mepal Srl a 18.053.664,00 euro, a fronte di un valore effettivo di 12.509.000,00 euro, con una differenza pari dunque a 5.544.644,00 euro che ha così portato ad una sopravvalutazione della riserva straordinaria da conferimento e conseguentemente del patrimonio netto sempre di 5.544.644,00 euro.

Nel bilancio 2015, la sopravvalutazione della partecipazione in Mepal Srl (iscritta a 18.053.664 euro a fronte di un valore effettivo di 14.156.000,00 euro, con una differenza pari dunque a 3.897.664,00 euro) e l’errata iscrizione nello stato patrimoniale di “crediti per imposte anticipate” per un valore pari a 5.500.000 ha portato la società a riportare un patrimonio netto pari a euro 10.966.847,00 superiore di 9.937.664,00 euro rispetto a quello reale, pari a soli 135.712,00 euro.

Nel bilancio 2016, invece, l’iscrizione alla voce “crediti verso altri” di un credito inesistente pari a 40.000.000,00 euro nei confronti della ALYSSA s.a., l’errata iscrizione nello stato patrimoniale di “crediti per imposte anticipate” per un valore pari a 5.500.000  e l’iscrizione di “crediti tributari” inesistenti per un valore pari a 3.063.115,00 euro ha portato la società a riportare un patrimonio netto positivo pari a 11.659.475,00 euro, a fronte di un patrimonio netto reale negativo pari a 36.328.492,00 euro.

Infine, nel bilancio 2017, la società ha riportato secondo l’accusa un patrimonio netto positivo per 15.674.204,00 euro, a fronte di un patrimonio netto reale negativo per 35.527.849,00 euro. Accuse a cui ora il Palermo dovrà rispondere anche davanti alla giustizia sportiva della Figc.

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