Kessie-Bakayoko comunicato Milan
Tiemoue Bakayok, centrocampista del MIlan (Foto Luca Pagliaricci / Insidefoto)

“E’ giusto, faranno ulteriori approfondimenti. Ho sempre detto che i campioni sono un esempio per i ragazzi: se queste cose le fanno i campioni, poi succede che i ragazzi le rifanno sui campetti di periferia. Bisogna insegnare a tutti come si sta in campo e gli esempi vengono dall’alto”. Lo dice il sottosegretario con delega allo Sport, Giancarlo Giorgetti, commentando, all’ingresso della Giunta del Coni, la decisione della Procura federale di aprire un’indagine sul comportamento dei giocatori del Milan Kessiè e Bakayoko al termine di Milan-Lazio dopo la decisione del giudice sportivo di non accogliere la richiesta di prova tv.

La risposta della procura della Figc alla decisione del giudice sportivo di non accogliere la richiesta di prova tv e quindi di non prendere provvedimenti disciplinari per il caso di Kessiè e Bakayoko è stata immediata: l’organo guidato da Giuseppe Pecoraro, infatti ha aperto subito un’indagine sul comportamento dei due giocatori del Milan.

 

Nel suo provvedimento, il giudice Gerardo Mastrandrea, “declina la competenza a decidere sull’episodio segnalato dalla procura federale, restando impregiudicato il potere del medesimo organo di promuovere le iniziative di competenza in ordine alla possibile violazione dei principi del codice di giustizia sportiva”, ovvero in sostanza rimanda il caso alla procura, che infatti ha immediatamente reagito con l’apertura di un’indagine.

Con una mail inviata ieri, sottolinea il giudice sportivo, la procura Figc sottolineava come “dopo aver ricevuto in segno di cortesia dal calciatore della Lazio Acerbi la propria maglia”, i due milanisti la “esponevano in modo ironico” sotto la curva dei propri tifosi. Mastrandrea rileva che nel referto dell’arbitro non c’e’ traccia dell’episodio, mentre gli ispettori della Procura hanno spiegato i motivi per i quali non era stato possibile rilevare l’episodio nel loro rapporto; e poi motiva la sua decisione di non accogliere la richiesta di prova tv sottolineando come “i casi di condotta gravemente antisportiva sono chiaramente tipizzati” dal codice di giustizia sportiva (art. 35 1.3) e tra questi “non puo’ rientrare la fattispecie in esame”

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