Paolo Scaroni, presidente del Milan (Foto image Sport / Insidefoto)

«Anch’io avrei nostalgia di San Siro. Ma ho più nostalgia di un Milan vincente». Il presidente del Milan Paolo Scaroni torna così sul tema stadio, intervistato dal Sole 24 Ore.

Il numero 1 rossonero, che nei giorni scorsi aveva già lanciato un attacco («se ci dicono che non si può toccare nulla sull’impianto possiamo anche lasciare San Siro»), apre sul tema della proprietà comunale: «Se costruiremo lo stadio sul terreno pubblico mi sembra ovvio che resti tale anche la struttura. Non è un problema per noi. A patto che Palazzo Marino ne tenga conto nel decidere durata e condizioni della concessione», ha proseguito nell’intervista al Sole 24 Ore.

 

«Il mio obiettivo è fare a Milano lo stadio più bello del mondo. E c’è una sola strada: edificare un impianto ex novo. La ristrutturazione è impraticabile per ragioni oggettive: non si possono condurre lavori pervasivi giocando ogni tre giorni e trasferirsi per tre anni lontano dalla città mi pare inaccetabile», le parole di Scaroni.

«Per ridurre i costi – sottolinea Scaroni – e perchè la tecnologia consente di cambiare il brand e i colori dell’impianto facilmente. Oggi invece per questi interventi spendiamo quattro milioni all’anno. D’altronde Milan e Inter, a differenza di altri team “concittadini”, hanno dimostrato di saper convivere. Non vedo problemi in questo senso».

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