(Foto Image Sport / Insidefoto)

Esame agente sportivo – Tanti uomini, ma non solo. Ben 63 ragazze – su un totale di 815 iscritti – si sono presentate al nuovo test di abilitazione introdotto dal Coni per diventare agente sportivo. Sulle orme di Wanda Nara, diverse donne hanno dunque preso parte alla prova scritta del nuovo esame, che prevede, dopo gli orali, anche un test specifico per i singoli sport.

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“La Reppubblica” ha riportato le dichiarazioni di alcune di loro sui temi più caldi del momento, su tutti proprio il doppio rapporto (sentimentale e di procura) tra Wanda e Icardi. Giulia, impiegata in uno studio di commercialisti, non crede alla coesistenza del ruolo di procuratore con quello di opinionista televisiva: «Ad accrescere la tensione ha poi contribuito l’attivismo sui social di Wanda. Certe foto in slip minano la professionalità di una persona, di chiunque si tratti».

«Il segreto è instaurare fin da subito relazioni con modi decisi, senza far sconti a nessuno. Con me ha funzionato – ha spiegato Sabrina, operatrice marketing di una squadra di Serie C -. Ciò che più danneggia le donne sono le donne che parlano senza conoscere la materia e che fanno sfigurare tutte le altre. Si tratta di un principio che vale per tutti, ma che nel calcio, mondo a maggioranza maschile, è ancora più marcato».



Le fa eco Federica, madre di due giovani talenti che vorrebbe tutelare di persona: «Per emergere ci viene richiesto di essere preparate il doppio degli uomini, ma non è solo un difetto del calcio. È lo scotto che devono pagare le donne in generale, non solo le procuratrici». Tutte le candidate, però, sono d’accordo nell’imputare a Wanda una scarsa preparazione dovuta alla liberalizzazione delle procure volute dalla FIFA nel 2015 e a cui il Coni sta cercando di porre rimedio.

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