Bilancio Torino calcio 2016
Il presidente del Torino, Urbano Cairo (Insidefoto.com)

Il Tribunale Federale Nazionale ha rigettato il deferimento e prosciolto sia il presidente del Torino Urbano Cairo che la società granata per le dichiarazioni del numero 1 del club dopo il derby con la Juventus.

Nessuna sanzione, quindi, per Urbano Cairo, che, secondo quanto riportato dalla Procura Federale, dopo la sfida con i bianconeri aveva dichiarato a Radio Anch’io su Radio 1:  “Quando affrontiamo la Juve abbiamo una tradizione molto sfortunata, e gli ultimi episodi dimostrano che la sudditanza arbitrale nei confronti delle grandi del campionato c’è ancora”.

Parole che avevano portato ad un deferimento per “avere, a mezzo di un intervento nel corso di un programma radiofonico riportato poi da alcuni giornali, espresso pubblicamente dichiarazioni lesive della reputazione della classe arbitrale”. La richiesta della Procura Federale era di una inibizione per 20 giorni con multa di 5mila euro per Cairo e ulteriori 5mila di ammenda alla società granata.


Tuttavia, ascoltando la registrazione, il TFN ha spiegato nelle motivazioni:«Alla domanda su cosa fosse successo nella gara Torino – Juventus, il Sig. Cairo ha risposto: “Devo dire che con la Juventus siamo molto sfortunati perché io ho un elenco, mi hanno fatto un elenco, di situazioni successe con la Juve che sono veramente incredibili”. E, all’ulteriore domanda del giornalista Corsini così formulata “Io chiedo al Presidente Cairo. Siccome dietro al VAR ci sono gli uomini e tante volte quest'anno sono state penalizzate le squadre meno forti, non c'è il rischio che ci sia ancora la sudditanza psicologica nei confronti delle grandi?” la risposta è stata: “Mah, penso di sì.” A ben vedere, nessuna delle due risposte contiene un’affermazione volutamente lesiva dell’altrui reputazione».

«Nella prima si parla di sfortuna collegata a situazioni incredibili, ma non imputate ad alcun soggetto. Nella seconda, poi, non si afferma tout court l’esistenza di “sudditanza arbitrale” nei confronti delle grandi del campionato ma, alla domanda sul rischio della persistenza di un ipotetica “sudditanza psicologica” nei confronti delle grandi, si risponde con un laconico “Mah, penso di si” senza ulteriori commenti. L’espressione, evidentemente dubitativa, più che la manifestazione di una certezza, manifesta, al più, un probabile dubbio sul rischio di una tale evenienza, peraltro accompagnata, in disparte i presunti torti e/o errori che dir si voglia subiti, dalla riconosciuta manifesta superiorità della Juventus».

«Dall’esame complessivo delle dichiarazioni rese, in definitiva, non emerge alcuna volontà lesiva della reputazione o credibilità della classe arbitrale, né dell’istituzione federale nel suo complesso, quanto, piuttosto, il rammarico per la ritenuta non raggiunta uniformità nell’uso dello strumento tecnologico recentemente introdotto (i.e.: VAR), di talché le stesse, tenuto conto della correttezza formale del linguaggio e dell’assenza di espressioni aggressive e/o ingiuriose, non esulano da un corretto esercizio del diritto di critica».

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