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L’ad della Rai, Fabrizio Salini, ha chiamato ieri i vertici di Rai2 esprimendo forte irritazione per le affermazioni di Fulvio Collovati ieri a Quelli che il calcio. A quanto si apprende, Salini sta valutando la sospensione dell’opinionista.

L’ad ha invitato a tenere sempre ben presente che la Rai è un servizio pubblico e che il contratto di servizio ricorda esplicitamente all’articolo 9 che Viale Mazzini si impegna a promuovere la formazione tra i propri dipendenti, operatori e collaboratori esterni affinché in tutte le trasmissioni siano utilizzati un linguaggio e delle immagini rispettosi, non discriminatori e non stereotipati nei confronti delle donne.

Nella giornata di ieri sono arrivate anche le scuse di Collovati, con un messaggi su Twitter. “Mi scuso se le frasi pronunciate in chiusura di trasmissione a Quelli che il Calcio, pure in un clima goliardico, abbiano urtato la sensibilità delle donne. Me ne dispiaccio ma non era mia intenzione offendere nessuno, chi mi conosce sa quanto io rispetti l’universo femminile”, ha scritto l’ex difensore, campione del Mondo con l’Italia nel 1982.


La reazione dell'Usigrai, il sindacato dei giornalisti, e la commissione Pari Opportunità del sindacato dei giornalisti di Viale Mazzini aveva già reagitop.  "Una frase sessista, zeppa di stereotipi durante Quelli che il calcio: qualcuno ha spiegato al signor Fulvio Collovati che la Rai ha un contratto di servizio che impone un linguaggio non stereotipato nei confronti delle donne?. Uno squallido siparietto, quello che si è verificato durante la puntata di domenica 17 febbraio di Quelli che il calcio in onda su Rai2 - affermano - al quale non avremmo mai voluto assistere. Aggravato dal fatto che Collovati ha ribadito e rivendicato gli stessi concetti in una successiva intervista".

"Ci chiediamo - continuano - se i responsabili del programma, la direzione e i vertici della Rai ritengano di dover prendere le distanze, stigmatizzare e porre rimedio a quanto avvenuto. E se, in assenza di scuse pubbliche, la Rai ritenga di volerlo confermare come opinionista. La frase di Collovati infatti non soltanto denota mancanza di sensibilità umana e professionale ma soprattutto viola palesemente quanto previsto dal contratto di servizio nell'articolo 2 comma 3 lettera g: 'superare gli stereotipi di genere al fine di promuovere la parità e di rispettare l'immagine e la dignità della donna anche secondo il principio di non discriminazione'".

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