Francesco Ghirelli
Francesco Ghirelli

Caso Pro Piacenza – Tiene banco in Lega Pro la vicenda del Pro Piacenza, club che milita nel campionato di Serie C e alle prese con importanti difficoltà economiche. Nella giornata di ieri, la formazione emiliana si è presentata in campo per la sfida di campionato con il Cuneo schierando solo sette giocatori, tutti di età compresa tra i 17 e i 19 anni. Una mossa disperata per evitare la quarta sconfitta a tavolino e la conseguente esclusione dal campionato.

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A tal proposito è intervenuto, questa mattina, il presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli: «Siamo tutti in doverosa attesa del giudice sportivo. Questa vicenda del Pro Piacenza – ha detto ai microfoni di “Radio anch’io Sport”, su Rai Radio 1 – dimostra che è stato violato un punto di lealtà sportiva incredibile. Quando si decide di giocare con un massaggiatore è evidente che c’è una manovra chiarissima volta a inficiare un percorso e su questo il giudice dovrà decidere».

Ghirelli spiega che il Pro Piacenza ha potuto scendere in campo con sette giovani atleti «perché li aveva già tesserati. Era un atto precedente. Ora aspettiamo le decisioni del giudice sportivo. Non avevamo altra strada per una questione di regolarità del campionato. Nell’ultimo Consiglio federale è stato deciso che dalla prossima stagione chi non pagherà gli emolumenti sarà escluso in corso di campionato. Questo caso poteva non esserci se ci fosse stata l’esclusione dal campionato per la mancata fidejussione, come noi chiedemmo questa estate come Lega Pro».



Sulla possibile esclusione del Pro Piacenza, Ghirelli ha aggiunto: «Oggi vedremo cosa deciderà il giudice sportivo. Aspettiamo il provvedimento, mi faccia fermare al limite», ha detto. «Noi siamo l'unica Lega che è passata da 90 a 60 con una autoriforma tre anni fa e non si è risolto nulla. Se non ragioniamo sul sistema non risolviamo il problema del calcio italiano partendo solo dalla serie C. Tutte e tre le leghe si devono mettere attorno a un tavolo con la Figc per accelerare questo processo e decidere», ha sottolineato Ghirelli.

In conclusione poi, il presidente della Lega Pro ha aggiunto: «In questa vicenda c'è un altro aspetto che mi inquieta: il fatto che i genitori non si siano opposti a far scendere in campo e a far vivere un’esperienza disastrosa a quei ragazzini per il solo scopo che ai loro amici, non dei bambini, tra qualche anno potranno dire “mio figlio ha debuttato nel calcio professionistico”. E' stata una lezione educativa veramente ignobile».

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