Saponara intervista DAZN
Riccardo Saponara esulta dopo un gol (Foto Image Sport / Insidefoto)

Siamo ormai oltre al giro di boa di questa stagione ed è già possibile fare i primi bilanci sui giocatori che si sono messi maggiormente in evidenza. Tra questi c’è certamente Riccardo Saponara, trequartista della Sampdoria (i blucerchiati saranno impegnati domenica alle 15 contro il Frosinone – esclusiva DAZN) che a 27 anni ha ormai raggiunto il periodo della maturità.

Il calciatore è felice di questa esperienza in Liguria e del contributo che sta dando alla squadra con la consapevolezza di come gran parte del merito sia anche del suo tecnico, Marco Giampaolo: ““Se devo essere sincero giocare per la Sampdoria è un concetto che un giocatore percepisce anche da avversario – ha detto ai microfoni di DAZN (l’intervista è attualmente disponibile sulla piattaforma) – . Quando entri a Marassi l’atmosfera è troppo particolare. Già dal riscaldamento la Gradinata Sud è piena e le vibrazioni sono forti sin dai primi momenti, la carica è grandissima. Sapevo che avrei trovato una grande realtà e un allenatore che conosco bene e col quale ho già lavorato. Giampaolo ha un pensiero e un modo di giocare congeniale alle mie caratteristiche”.

L’attaccante ha ormai raggiunto più consapevolezza di sé e questo ha certamente influito anche sul suo rendimento in campo: “Un po’ di tempo fa la mia vita era calcio e basta  – continua – . Sia nei momenti belli che in quelli meno belli non avevo mai una fune di fuga. Vivevo sempre le mie emozioni positive e negative senza mai avere una valvola di sfogo. Invece credo che sia fondamentale essere un uomo al 100 per cento con vari interesse. Perché’ comunque in campo sono sicuro che noi calciatori portiamo quello che siamo fuori dal campo in tutta la nostra totalità. Questi miei interessi coltivati nel tempo con il supporto e la condivisione di persone a me care come può essere mia madre per l’arte e i miei amici per la musica fanno di me un ragazzo che vive la sua vita a pieno”.


Il miglioramento delle sue prestazioni ha coinciso anche con un nuovo look, quei capelli rasati che ora lo rendono più riconoscibile, anche se non è stata del tutto una scelta personale: "La mia scelta di look è forzata però è anche vero che il Saponara senza capelli è anche il passaggio dal Riccardo ragazzo al Riccardo uomo. E’ stato un anno intenso sotto tutti i punti di vista e riconosco che ci sia stato un cambio di marcia nella mia vita sia sul campo che fuori.”

Poter essere impiegato in una posizione di campo, quella da trequartista, in cui può dare il meglio è stato davvero determinante: "E’ un ruolo nobile che racchiude l’essenza del calcio e della tecnica. Ci sono tanti giocatori che non giocano come trequartisti puri ma che hanno tutte le caratteristiche per farlo. Insigne, Bernardeschi, Chiesa ne sono un esempio. Non mi era mai capitato nelle altre squadre di avere ballottaggi con giocatori che potessero essere il mio alter ego. In alternativa a me si cambiava modulo. Qui con Ramirez ho trovato un giocatore che ribatte colpo su colpo i miei allenamenti. A volte è fastidioso vederlo in allenamento perché’ a volte vuoi rilassarti un attimo e vedi lui che va più forte di te, e per questo sei obbligato a tenere alta l’asticella. Questo è un vantaggio perché ti costringe ad allenarti bene tutte le volte e ogni volta che sei chiamato in causa devi fare la prestazione. A volte bastano 15, 20, 30 minuti a cambiare una partita. Non è la quantità di minutaggio a determinare le prestazioni di un giocatore, bensì la qualità.”

Non poteva mancare un accenno al gol segnato alla Lazio, uno dei più belli di questa stagione: "Con la coda dell’occhio ho visto il portiere uscire e mi sono detto istintivamente di andare sul pallone e provare un pallonetto. Quando la palla è entrata, penso di aver vissuto il momento più emozionante della mia carriera, tant’è che mi sono tolto qualsiasi cosa avessi addosso. Avevo la sensazione di volermi strappare la pelle dalla contentezza”.

Ecco poi un accenno a uno dei suoi compagni più apprezzati, quel Fabio Quagliarella che sta vivendo una seconda giovinezza: "“Quando giochi con Fabio ti accorgi che giocatori con certe caratteristiche nel calcio di oggi non ce ne sono più. Attaccanti di un certo livello scarseggiano. E’ un giocatore d’altri tempi che per un trequartista è perfetto perché’ ti fa la sponda palle alla porta e fa dei movimenti giusti quando deve dettarti il passaggio”

Saponara non ha mancato di ricordare il periodo trascorso al Milan dove non è riuscito a dare il massimo: "Ho avuto delle esperienze forti, forse anche premature per il ragazzo che ero all’epoca. In questo momento avrei l’opportunità di giocarmi le mie carte in maniera diversa, sono maturo, ogni tanto ci penso però sono pagine del mio passato ormai trascorse, tornare indietro non serve a niente. Ho ancora tempo per dare tanto a questo sport e voglio solo guardare avanti” - ha concluso.

C'è però anche un tecnico del passato a cui lui resta particolarmente legato, ma si tratta di un nome per molti a sorpresa: Massimiliano Allegri. "Fu lui a volermi fortemente al Milan, ha sempre nutrito stima nei miei confronti. E’ una persona che mi ha permesso di coronare un sogno. Gli sarò sempre grato. Mi piacerebbe un giorno ritrovarlo perchè è un allenatore che predilige i giocatori tecnici di qualità e non ha paura di lanciare giocatori giovani".

 

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