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Le monoposto di Formula Uno in pista (Foto: Insidefoto)

Liberty Media, il colosso statunitense guidato da John Malone, potrebbe presto aprire il capitale della Formula 1 a nuovi soci, se non addirittura arrivare a cedere la società che controlla il circus delle quattro ruote.

Come riporta “Milano Finanza”, l’indiscrezione circola a meno di tre anni da quando Liberty Media si accordò con gli allora proprietari di Formula One Group, il fondo Cvc e Bernie Ecclestone, per acquistare nel gennaio 2017 il 100% della società che organizza il Mondiale di Formula 1: costo totale di 4,6 miliardi di dollari (poco più di 4 miliardi di euro).

Le idee alla base di questa acquisizione erano l’introduzione di nuovi Paesi per il Mondiale e l’introduzione di nuove regole per rendere il campionato più equilibrato e quindi più attraente per sponsor e spettatori. Una mossa che non è mai piaciuta ai top team – tra cui Ferrari – che da subito hanno visto questi tentativi come il rischio di una omologazione. Non a caso Marchionne aveva paventato più volte l’uscita del Cavallino dal Mondiale qualora Liberty Media nel prossimo concorde agreement che scatta nel 2021 avesse dovuto mantenere le proprie intenzioni normative.



Gli stessi organizzatori delle gare del Mondiale non sono soddisfatti del lavoro di Liberty Media. I promoter delle gare del Mondiale, riuniti nella Fopa, hanno infatti diffuso una nota molto critica nei confronti della gestione americana del circus in cui gli organizzatori si sono lamentati della gestione dei diritti televisivi, del coinvolgimento nei processi decisionali e della tutela delle gare storiche.

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Per questo la società potrebbe ora prendere in considerazione l’idea di alleggerire o addirittura di annullare il proprio impegno nel circus monetizzando l’investimento nonostante il fatto che, come ha mostrato l’ultima trimestrale della società di Malone, i ricavi sono passati dai 501 milioni di dollari nel terzo quarto 2017 ai 647 di quello 2018 e la perdita operativa (per 17 milioni di dollari) è diventata utile per 31 milioni di dollari.

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