Incidenti allo stadio (Foto Andrea Staccioli Insidefoto)

“È un discorso che riguarda le norme che regolano questo problema. Serve un modello alla Thatcher, che aveva un problema peggiore del nostro in Inghilterra ed ha adottato i processi per direttissima, anche i Daspo che sembravano particolarmente restrittivi e invece non si sono rivelati tali. Servono regole chiare e pene durissime. Serve un sistema alla Thatcher”. È quanto afferma il presidente del Coni in vista del tavolo al Viminale programmato questo pomeriggio per affrontare il problema della violenza negli stadi.



"Se c'è una società complice di questi soggetti ci devono essere delle pene durissime. Nei limiti delle regole del gioco bisogna sburocratizzare gli iter, in Inghilterra - sottolinea Malagò ai microfoni di Radio Anch'io lo sport su Rai Radio 1 - hanno risolto il problema degli Hooligan e poi hanno costruito gli stadi".

Oggi intanto è in programma il vertice sulla sicurezza nel calcio voluto dal ministro dell'interno e dal sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega allo sport subito dopo il Santo Stefano nero della serie A, che ha coinciso con i buu a Koulibaly e gli scontri che hanno portato alla morte di Daniele Belardinelli.

All'incontro saranno presenti i sottosegretari Giancarlo Giorgetti (delega dello sport) e Nicola Molteni (Interno), il capo della polizia Franco Gabrielli, i membri dell' Osservatorio per le manifestazioni sportive presieduto da Daniela Stradiotto, il presidente del Coni Giovanni Malagò, il presidente della Figc Gabriele Gravina, Miccichè (Lega A), Balata (Lega B), Ghirelli (Lega Pro), Sibilia (Lnd e vice di Gravina), Tommasi (Aic), Nicchi (Aia), Ulivieri (assoallenatori). Ci saranno poi i quattro coordinatori (di Figc, Lega A, Lega B e Lega Pro) degli Slo (figure di collegamento club-tifoserie organizzate).

1 COMMENTO

  1. Marco Spinelli.In Italia siamo tanto geni che quando i tifosi si lasciano andare alle consuete intemperanze negli stadi(vedi insulti razzisti ad esempio)le società di Calcio sono chiamate a pagare(multe,squalifiche di campo)per le loro nefandezza,risultato finale,quest’ultime sono di fatto ostaggio delle frange più violente del tifo.Proviamo invece a fare l’inverso, a far pagare ai tifosi la loro maleducazione,il giudice sportivo invece di comminare ad esempio multe alle società sportive aumenterà il prezzo dei biglietti del 10/20/30% (in base alla gravità delle intemperanze esibite dai tifosi) per la successiva partita interna della squadra vittima del provvedimento(il surplus verrà destinato in beneficenza)costo del biglietto che ritornerà normale per le gare successive(se si avranno delle recidive importanti si andrà anche ad incidere sul costo degli abbonamenti della stagione successiva).In presenza di uno scenario del genere non è difficile immaginare come andrà a finire,i cretini da stadio con il loro comportamento non lederanno più gli interessi delle società sportive ma quelli della gran massa dei tifosi e quando gli interessi della moltitudine vengono messi in pericolo è essa stessa che si doterà spontaneamente degli anticorpi necessari per inibire chi lede i suoi interessi.Non pensiamo di percorrere la via inglese per mettere il bavaglio alle intemperanze dei tifosi nei nostri stadi,il garantismo del nostro sistema giudiziario non lo consente come si evince da decenni a questa parte,si invoca continuamente durezza nei confronti degli incivili da stadio ma poi nei fatti è solo aria fritta.Il distinguo tra tifoso civile e incivile non deve essere tirato in ballo quando si tratta di varare provvedimenti con cui si debba andare a perseguire l’inciviltà nei nostri stadi se si vuole venire a capo di questo problema,si colpirà la massa intera per obbligare quest’ultima a prendere coscienza che è nei suoi interessi tenere in riga certe aberrazioni del tifo(non diamo sempre colpa alle curve,anche nei settori degli stadi considerati nobili per quanto riguarda il tifo vengono vomitati talvolta gli insulti più infami).Basta con questa politica di stracciarsi le vesti ogniqualvolta accade qualcosa di negativo negli stadi per poi,una volta passata la bufera,lasciare le cose come stanno,finchè saranno le società sportive a pagare per le intemperanze dei propri tifosi tra cent’anni saremo allo stesso punto di prima.

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