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Cristiano Ronaldo, il riposo piò attendere ( Foto Federico Tardito/ OnePlusNine / Insidefoto)

Fabio Paratici, direttore sportivo della Juventus, è stato intervistato a margine della tredicesima edizione della Dubai International Sports Conference. Il direttore sportivo, tra i tanti temi toccati, si è inevitabilmente soffermato sull’acquisto di Cristiano Ronaldo, approdato in bianconero durante lo scorso mercato estivo.

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«Ronaldo è Ronaldo, c’è poco da dire, lavora duramente tutti i giorni ed è un esempio perché tutti si sentono in obbligo di fare lo stesso», ha spiegato parlando del portoghese, che si è poi soffermato sui dettagli dell’operazione. «Tutto è avvenuto in maniera molto rapida. È stato un trasferimento storico, bisogna ringraziare il presidente e il Real Madrid perché non era facile cedere un giocatore così».

Tutto è iniziato verso la fine della stagione 2017/2018: «Il primo contatto – ha proseguito Paratici – c’è stato durante i quarti di finale della Champions League, Jorge Mendes mi disse che Cristiano voleva giocare per la Juve. Io pensavo fosse una barzelletta, poi si parlò di Cancelo e lui tornò su Ronaldo. In quel momento capii che si poteva provare».




Da qui, il confronto con Agnelli, presidente della Juventus: «Ne parlai con Agnelli, non era facile ma lui rispose subito in maniera positiva sia sotto l'aspetto tecnico, che per le motivazioni del giocatore, che per quello che avrebbe potuto portare al nostro brand. Dopo qualche ora mi ha richiamato per dirmi di provarci. Quando l'ho detto a Max Allegri era felicissimo. È un allenatore fortunato. Agnelli ne ha parlato con i responsabili commerciali, abbiamo fatto uno studio numeri alla mano e quando si è capito che l'operazione era vantaggiosa si è deciso di procedere».

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