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«Vado in Svizzera lunedì, l’ audizione sarà martedì mattina alle nove e mezza. In queste ore invieremo tutta la documentazione e ci auguriamo che ogni cosa proceda per il verso giusto».

Così il presidente del Milan, Paolo Scaroni, parlando con la Gazzetta dello Sport in vista dell’udienza di martedì 20 novembre davanti alla Camera giudicante della Uefa sul fair play finanziario.

«A decidere saranno magistrati della corte europea, totalmente indipendenti. In più non hanno un compito difficilissimo: sul fatto che nel periodo tra il 2014 e il 2017 la società abbia violato i vincoli del Financial Fair play entrambe le parti concordano. Va solo stabilita una sanzione proporzionata alla colpa, come ha chiesto il Tas di Losanna. L’analisi del bilancio futuro è uno step successivo e avverrà in primavera», ha affermato Scaroni.



Il presidente del Milan ha anche espresso il proprio giudizio personale in merito al regolamento Uefa sul fair play finanziario.

«La Uefa ha fatto bene a dotarsi di questo strumento, anche se certi meccanismi devono essere affinati», ha spiegato Scaroni.  «Buttare valanghe di soldi senza dover rendere conto a nessuno e poter giocare un campionato senza contendenti non va bene. In casi come il nostro è difficile star dentro certi parametri: se vuoi riprendere la posizione sportiva che credi ti competa, devi fare degli investimenti. Ma oggi è inutile comprare perfino Messi, se poi ti possono vietare di farlo giocare. Bisogna puntare sui giovani, crescerli a zero euro e rivenderli a 30-40 milioni è il modo migliore per realizzare profitti che poi ti permettono di fare altri acquisti. E i tifosi capirebbero».

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