River-Boca posticipata per incidenti: feriti alcuni calciatori
River-Boca posticipata per incidenti: feriti alcuni calciatori

Il Superclásico di andata della finale di Libertadores, trasmesso in esclusiva per l’Italia da DAZN (CLICCA QUI PER REGISTRARTI GRATIS PER UN MESE), finisce 2-2. Non contano le reti in trasferta e la sfida tra Boca Juniors e River Plate si deciderà il 24 novembre al Monumental.

Come si pensava, una partita così si soffre più che si gioca. Piena d’ interruzioni, falli e imprecisioni, quel che non delude è il fronte emozionale: 2 volte il Boca va in vantaggio, 2 volte ha pareggiato la squadra allenata da Biscay.

L’ inizio è più di scacchi che di muscoli: 5 minuti ci mette il River per entrare in gara, ma quando lo fa, non scherza: prima la punizione di Pity Martínez (bravo Rossi) e poi col colpo di testa di Martinez Quarta.

E il Boca inizia a soffrire: non si vede il centrocampo, perde il pallone in pochi secondi e vede come un River, con Pity Martinez sempre libero, si allarga coi terzini da spinta Montiel e Casco. Confusi Olaza e Nandez, resistono il centrale Izquierdoz e Rossi, fenomenale nel colpo di testa di Borré.

Finché arriva l’impensato: al 32′ Armani para un tiro di Abila che riprova col sinistro, il pallone finisce dentro per l’ 1-0. La Bombonera, con Tevez che salta in panchina come un tifoso, esplode.

Ma il River è tosto, e risponde subito con un colpo da k.o. Mentre il Boca esulta, Pity Martinez trova un pallone e regala un assist per Pratto, che supera Izquierdoz e, a suo modo, si arrangia per battere Rossi: 1-1. L’ ex attaccante del Boca zittisce La Bombonera. La paura sembrava già superata, invece no.

Le punizioni contano: senza gioco, ogni fallo diventa una possibilità. Così arrivano gli altri gol: quello di Benedetto, che anticipa Borré e colpisce di testa davanti ai tifosi della Doce, che impazziscono di gioia.

Stessa formula per il pareggio nella ripresa: Pity Martinez con un pallone lungo, la becca Izquierdoz che lotta con Pratto ma lo anticipa di testa: autogol. Gli ultimi minuti si giocano con lo stomaco più che con i piedi. Con Tevez in campo, l’ultima palla è quella per Benedetto, che Armani para con le gambe.

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