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Come disdire abbonamento pay tv – Disdire il contratto di abbonamento alla pay tv o ad un operatore telefonico è spesso un incubo per molti utenti.

L’Agcom, come riporta Il Fatto Quotidiano, ha approvato le nuove “Linee guida sulle modalità di dismissione e trasferimento dell’ utenza nei contratti per adesione” per garantire una maggiore protezione e, soprattutto, minori spese ai consumatori.

Applicando, insomma, quanto previsto dalla legge sulla Concorrenza approvata ben 14 mesi fa. Nel dettaglio, la prima novità riguarda le spese di recesso. L’ Authority ha stabilito che non possono eccedere il canone mensile mediamente pagato dall’utente evitando così che gli operatori addebitino spese non proporzionate al valore del contratto.



Come disdire abbonamento pay tv - Il rimborso degli sconti erogati

La novità normativa è riferita anche alla restituzione degli sconti erogati in caso di offerte promozionali e alle rate residue per i prodotti e i servizi che vengono offerti insieme.

In altre parole, quando si sottoscrive un contratto, l'operatore propone al cliente una scontistica ma solo se si resta abbonati per un lasso di tempo non inferiore ai 24 mesi.

Un passaggio da sempre poco chiaro ai consumatori che, solo nel caso di disdetta anticipata, scoprono di dover pagare centinaia di euro perché, sostengono gli operatori, quegli sconti vanno comunque restituiti.

L'Agcom ha ora, invece, chiarito che questo tesoretto dovrà essere equo e proporzionato al valore del contratto, costringendo i big della telefonia e delle pay tv a ridurlo proporzionalmente rispetto ai mesi restanti di contratto.

Come disdire abbonamento pay tv - Le spese di recesso non più alte del canone mensile

Quanti recedono anticipatamente dal contratto potranno anche scegliere se continuare a pagare le rate residue relative ai servizi e ai prodotti offerti congiuntamente al servizio principale (modem, cellulare, attivazione, intervento iniziale del tecnico) o pagarle in un'unica soluzione.

Oggi, invece, alcuni gestori chiedono il pagamento una tantum delle rate residue, fermo restando che il pagamento dilazionato non può comunque superare i 24 mesi.

Sul fronte delle innumerevoli modifiche unilaterali dei contratti che consentono ai gestori, tra le altre cose, di ritoccare all'insù le tariffe semplicemente mandando un sms al cliente 30 giorni prima dell' aumento, l'Agcom ha ribadito il diritto di recedere senza pagare nulla.

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