Semestrale Rai 2018 – I conti della Rai per il primo semestre del 2018 viaggiano in linea con quelli relativi allo stesso periodo (gennaio-giugno) del 2017. L’emittente di viale Mazzini ha fatto registrare una perdita di 4,9 milioni di euro, contro quella di 7,1 milioni legata ai primi sei mesi dell’anno precedente.

Champions, oltre 4,6 milioni di spettatori per Barcellona-Inter su Rai 1

Semestrale Rai 2018, atteso un sostanziale pareggio per la fine dell’anno

Un risultato negativo dunque – come riporta il quotidiano “Italia Oggi” –, nonostante un anno senza le spese monstre per i diritti tv dei Mondiali di calcio trasmessi da Mediaset. Va ricordato che l’esercizio 2017 poi si concluse con ricavi complessivi per 2,624 miliardi di euro, e 14,3 milioni di euro di utili. Per fine 2018, invece, i vertici Rai hanno previsto un sostanziale pareggio. In pratica una piccola perdita, che farebbe dunque segnare un’inversione di tendenza rispetto al 2017.

Semestrale Rai 2018, le nomine dei direttori di Tg1, Tg2, Tg3, Giornale Radio e TgR

Il consiglio di amministrazione di ieri si è occupato però non solo di conti, ma soprattutto di nomine. E, sotto la presidenza di Marcello Foa e alla presenza dell’amministratore delegato Fabrizio Salini, ha approvato, su proposta dell’ad, le nomine dei nuovi direttori per le testate giornalistiche di Tg1, Tg2, Tg3, Giornale Radio e TgR. Il nuovo direttore del Tg1 è Giuseppe Carboni (ex caporedattore al politico del Tg2, dove ha seguito il Movimento Cinque Stelle fin dal 2013), al Tg2 andrà Gennaro Sangiuliano (ex vicedirettore del Tg1 dal 2009) e per il Tg3 è stata indicata Giuseppina Paterniti (ex vicedirettore della Tgr Rai). Al Giornale Radio va Luca Mazzà (ex direttore del Tg3), mentre alla Tgr è stato confermato Alessandro Casarin, già direttore ad interim.

PrecedenteSerie C, Ghirelli ringrazia i presidenti: «Finalmente si gioca»
SuccessivoCiclismo, Enel rinnova: sarà sponsor della maglia rosa fino al 2021

1 COMMENTO

  1. È urgente la privatizzazione della Rai e tutte le società collegate. I contribuenti non sono più disposti a finanziare col sudore della propria fronte questo scandalo. Sarà l’eventuale acquirente o acquirenti a decidere il da farsi.

Comments are closed.