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(foto Insidefoto.com)

Il calcio italiano coinvolge 4,6 milioni di praticanti e 1,4 milioni di tesserati. Per ogni euro investito nel calcio, lo Stato ha ottenuto un ritorno in termini fiscali e previdenziali pari a 14,4 euro. Numeri che testimoniano il ruolo fondamentale del calcio nel nostro Paese, perfettamente riassunti nel Bilancio Integrato 2017 della FIGC – giunto alla sua terza edizione – presentato questa mattina nella sede dell’Università IULM di Milano dal Direttore generale della FIGC e vice presidente UEFA Michele Uva.

Il calcio si conferma così un business tra i più rilevanti del sistema Italia. Nel suo complesso fattura 4,5 miliardi (3,4 miliardi quello professionistico) e nell’estate 2017 ha rappresentato il terzo settore economico italiano per investimenti in fusioni ed acquisizioni alle spalle del comparto pubblico e di quello delle istituzioni finanziarie. Il calcio incide per il 35% sul volume d’affari generato dallo spettacolo in Italia, occupa direttamente 40mila persone e genera un indotto economico stimato in 18,1 miliardi.

In Italia il calcio è lo sport più rappresentativo, un asset di fondamentale importanza all’interno del Sistema Paese, con numeri (la Federcalcio in termini di popolazione rappresenterebbe oggi il secondo “Comune” italiano) di grande e crescente rilevanza, che testimoniano quanto incida profondamente a livello economico, fiscale, ovviamente sportivo, ma anche sociale. E quindi un sistema che necessita di un importante percorso improntato sulla trasparenza. Da qui la decisione della FIGC – che è una delle prime organizzazioni sportive al mondo ad adottare il Bilancio Integrato – di impostare un percorso virtuoso in termini di redazione di report, studi, ricerche e rendicontazioni, con l’obiettivo di rappresentare agli stakeholder interni ed esterni il proprio profilo strategico e il crescente valore creato dalla Federazione all’interno del contesto italiano. L’obiettivo, in sintesi, è quello di testimoniare una volta di più il fondamentale ruolo giocato dal calcio all’interno del Sistema Paese.

Michele Uva (foto Antonello Sammarco/Image Sport/Insidefoto)
Michele Uva (foto Antonello Sammarco/Image Sport/Insidefoto)

“Il calcio italiano – ha dichiarato il direttore generale della FIGC e vice presidente UEFA Michele Uva – è molto più avanti di quanto si possa credere. Lo testimoniano i risultati del Bilancio Integrato che presentiamo oggi e quelli del percorso intrapreso con il processo di regole e licenze introdotte a cominciare dal 2015. E la FIGC è protagonista attiva di questo sviluppo. Per raccontare cosa sia la FIGC, il modo migliore è parlare dei risultati raggiunti, con il dialogo e la collaborazione prima di tutto dei club e degli altri stakeholder. La FIGC è un’azienda sana e vivace, patrimonialmente e professionalmente, siamo pronti per affrontare le sfide del futuro”.

Il documento è stato redatto con il supporto di PwC, società leader del settore, nel rispetto degli standard internazionali dell’IIRC (International Integrated Reporting Council). Rispetto alle precedenti edizioni, il Bilancio è stato strutturato quasi interamente con infografiche, al fine di veicolare le informazioni in modo più semplice e immediato.

Il capitolo introduttivo illustra l’identità, la mission e i valori della FIGC, con l’analisi del modello di gestione. Nel capitolo sui numeri del calcio italiano viene fornito un quadro completo e circostanziato della dimensione sportiva, economica, fiscale e mediatica del movimento calcistico, mentre il terzo capitolo analizza i capitali gestiti dalla FIGC e la loro importanza nel processo di creazione del valore. Nel quarto capitolo, infine, vengono presentati i principali programmi strategici di sviluppo impostati dalla Federazione nel 2017, con l’analisi della dimensione sportiva, dei progetti finalizzati allo sviluppo del movimento calcistico e delle attività di inclusione sociale, insieme al riscontro sulla valorizzazione della brand identity e della gestione organizzativa interna.

“Abbiamo realizzato – ha proseguito Uva – 12 obiettivi: valorizzazione le squadre Nazionali, con particolare riferimento alle giovanili e alla femminile; il potenziamento dell’attività giovanile; la valorizzazione del lavoro dei tecnici e degli ufficiali di gara; la sostenibilità economica del calcio italiano; lo sviluppo del calcio femminile; i grandi eventi e la crescita della nostra dimensione internazionale; il forte impegno sociale; l’investimento nel patrimonio culturale del calcio italiano; l’aumento delle relazioni con gli stakeholder e il fan engagement; il miglioramento della efficienza organizzativa interna; la creazione di nuove piattaforme digitali; l’investimento nella impiantistica sportiva, con particolare riferimento al Centro Tecnico Federale di Coverciano”.

Alla presentazione, oltre al vice direttore generale della FIGC Francesca Sanzone, erano presenti, fra gli altri, Evelina Christillin, membro aggiuntivo della UEFA nel Consiglio della FIFA, l’ex presidente della FIGC Antonio Matarrese, l’amministratore delegato della Lega di Serie A Marco Brunelli e diversi dirigenti di società tra cui Marotta, Carnevali, Marino e Zarbano.

Come ogni anno, l’obiettivo è stato anche quello di arricchire il valore strategico del documento, con l’inserimento di nuove preziose dimensioni di analisi. Il Bilancio Integrato presenta in particolare l’analisi completa dell’intero percorso avviato negli ultimi anni, dal 2015 al 2017, con l’obiettivo di rappresentare in modo concreto i diversi elementi che contraddistinguono il modello di gestione della FIGC: gli obiettivi, il piano strategico, i capitali gestiti, i programmi di sviluppo della Federazione, le attività svolte, le forme di valore generate e, soprattutto, i risultati raggiunti.

“Nel bilancio integrato – ha sottolineato nel suo intervento Niccolò Donna, responsabile Area Sviluppo e Responsabilità Sociale della FIGC – abbiamo tradotto in numeri la passione degli oltre 200 dipendenti federali e la mole di lavoro che spazia dal vertice alla base del calcio italiano. I numeri sottolineano come il calcio abbia un fondamentale ruolo nel sistema Paese, sia dal punto di vista sportivo ed economico che da quello fiscale e sociale. Non si tratta di un atto autocelebrativo, ma di un attestato che vuole sottolineare tutto il percorso federale e in particolare quello relativo alla produzione di studi e rapporti specializzati, che in questi anni ha avuto così tanti feedback positivi anche dall’esterno: oggi la FIGC è un punto di riferimento per le altre federazioni per quello che riguarda la trasparenza”.

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