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Federico Chiesa, attaccante della Fiorentina (Foto Andrea Staccioli / Insidefoto)

Autogol Skriniar Chiesa Inter Fiorentina – La partita di Serie A tra Inter e Fiorentina andata in scena ieri sera ha fatto discutere per quanto riguarda l’assegnazione del gol del momentaneo pareggio dei viola. Il tiro che ha portato alla marcatura è stato effettuato da Federico Chiesa, ma la deviazione del difensore nerazzurro Skriniar è stata decisiva, tanto che la Lega ha valutato l’episodio decidendo per l’autorete del difensore nerazzurro.

Sulla questione, e sulle linee guida generali per l’assegnazione dei gol, la “Gazzetta dello Sport” ha intervistato Tiziano Mauri, capo Ufficio Stampa della Lega Serie A, la persona che decide a chi assegnare tutte le reti che vengono realizzate in Serie A. «Non tutti sanno che l’arbitro, quando scrive sul proprio taccuino un gol, annota solo il minuto, non l’autore. Questa attività sarebbe per lui difficile da svolgere, non sempre si trova nella giusta posizione per capire chi ha deviato in una mischia, per cui tale compito è affidato all’ente organizzatore della competizione, nel caso del campionato alla Lega Serie A», ha spiegato Mauri.

Che poi chiarisce un aspetto fondamentale: «Non siamo noi ad aver stabilito i criteri, ci uniformiamo a quanto stabilito da Fifa e Uefa. Non avrebbe senso utilizzare regole diverse da quelle utilizzate nelle gare del Mondiale o di Champions League. I criteri? La Fifa li ha stabiliti nel 2006, la Uefa in occasione dell’Europeo del 2008, noi li abbiamo studiati per un paio di anni con i vari casi, poi li abbiamo recepiti e introdotti nel 2010 per ogni gol dubbio».

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Mauri si sofferma poi sull’interesse attorno all’annotazione della rete: «Sono tante le parti interessate. In primis i tifosi, in particolare la vasta comunità dei giocatori di fantacalcio, parliamo di milioni di persone come ben sapete, poi chi scommette sui marcatori, ma non dimentichiamoci che da qualche anno tutti i giocatori, in particolare gli attaccanti, hanno nei loro contratti dei bonus economici legati al numero di gol».

Il problema, ad oggi, non è più chiarire la dinamica di una rete, ma trovare le immagini giuste per poterlo fare: «Oggi la tecnologia agevola il mio lavoro. Abbiamo telecamere ovunque, nel giro di qualche minuto ricevo sul cellulare, tramite il nostro ottimo gruppo di lavoro, i video delle camere dislocate nei vari punti dello stadio e tutto diventa più facile». Mauri si sofferma poi sull’episodio Skriniar-Chiesa: «L’ho rivisto credo venti volte prima di decidere. Il difensore nerazzurro alza la gamba per respingere il pallone calciato da Chiesa, per cui si tratta di un rinvio non riuscito. È stata decisiva l’immagine che mi hanno mostrato al rallentatore dalla camera retro-porta, la main non chiariva la dinamica. La Uefa ha dettato la linea per questo tipo di azioni, quando tolse il gol a Sergio Ramos in Napoli-Real Madrid di due anni fa».

E in caso di difficoltà, ci pensano i Delegati a dare una mano: «Le rivelo un segreto che non sarà più tale. Sui campi abbiamo i Delegati di Lega, quando ci sono casi difficili da risolvere con le immagini chiedo a loro, che stazionano nella zona spogliatoi, di carpire informazioni direttamente dai protagonisti. Una volta un calciatore rivelò a un compagno di non aver toccato un pallone, da quella soffiata trovammo l’immagine giusta che dimostrava l’assenza del suo tocco. Se abbiamo mai sbagliato? Credo di no per un semplice motivo, se abbiamo dei dubbi la Uefa ha previsto nelle Linee Guida di assegnare il gol a chi tira, per cui interveniamo solo se siamo certi».

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