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Avellino in Serie B? Il club campano torna a sperare, dopo essere stato bocciato dal Collegio di Garanzia dello Sport del Coni e atteso nuovamente davanti al TAR il prossimo 13 settembre. Nella giornata di venerdì, infatti, l’ex ministro Frattini si pronuncerà sui ricorsi presentati dai club estromessi dalla serie cadetta e su quelli proposti da Figc, Lega B e Lega Pro. Come riporta il “Corriere dello Sport”, la particolarità del caso degli irpini sta nel fatto che sia già nata una nuova società nel capoluogo campano, pronta a ripartire dalla Serie D e già inserita nel girone G, quello sardo-laziale. Ora l’Avellino si potrebbe ritrovare nella condizione di poter avere addirittura due squadre sia pure in categorie diverse ma entrambe affiliate alla Federcalcio.

Avellino in Serie B, evidente disparità di trattamento rispetto ad altri club

Come è possibile tutto ciò? Tutto parte – spiega sempre il “Corriere dello Sport” – dal fatto che l’Avellino di Taccone sia stato estromesso dalla cadetteria meno di un mese fa a causa di inadempienze amministrative, mentre oggi si consente ad altri club di sanare un’identica condizione. Anche l’Avellino, dunque, potrebbe ugualmente confidare in una riammissione. La chiave di questa vicenda è rappresentata dal Comunicato Ufficiale della Figc dello scorso 30 agosto, nella fattispecie il numero 59, con il quale il Commissario straordinario della Federcalcio Roberto Fabbricini ha reso noto che oltre a dieci società di Serie C, anche due di Serie B (Lecce e Palermo) hanno ottenuto la licenza nazionale producendo fidejussioni rilasciate dalla Finworld, contestate e annullate dal Consiglio di Stato sin dall’11 luglio scorso. Se ne deduce che, secondo quanto sostiene l’Avellino, alla verifica decisiva della Covisoc dello scorso 12 luglio, anche siciliani e salentini, oltre agli stessi irpini, non erano nelle condizioni di essere iscritti al campionato cadetto o, al limite, erano tutte da iscrivere regolarmente.

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Avellino in Serie B, in caso contrario il club chiederà un risarcimento

Questa disparità di trattamento ha indotto il presidente Walter Taccone a richiedere che la Figc, in regime di “autotutela”, riammetta in serie B l’Avellino. In caso contrario sono già pronte azioni risarcitorie plurimilionarie. Influenti mediatori sarebbero infatti al lavoro per un’intesa ragionevole e per disinnescare, soprattutto, il rischio di ragguardevoli risarcimenti da parte della Federcalcio, avendo il club irpino, tra l’altro, perso l’intero parco giocatori svincolati dalla Figc subito dopo la prima udienza al TAR del Lazio dello scorso 7 agosto. Il sodalizio campano sarebbe pronto a richiedere una somma prossima ai 30 milioni di euro. Non è da escludere, anzi sembrerebbe la soluzione auspicabile, che venga proposto a Taccone l’ammissione al prossimo campionato di Serie C con la rinuncia alle azioni risarcitorie che si agitano sull’intera vicenda.