Aurelio De Laurentiis (Insidefoto.com)
Aurelio De Laurentiis (Insidefoto.com)

“Il calcio da stadio è una concezione un po’ provinciale, è una coreografia. In Inghilterra ci sono coreografie composte, fuori dallo stadio sono un po’ scomposte. Il Napoli ha 40 milioni di tifosi, vogliamo fare un conteggio di quanti sono contro di me e quanti sulla mia parte? Questo stadio (il San Nicola, n.d.r.) vale cento volte il San Paolo. Dovete ringraziare il vostro sindaco che ha avuto la forza di far fare la manutenzione. Questa mattina, quando sono entrato, ho pensato: ‘Avessimo noi un primo cittadino così a Napoli‘”. Lo ha detto il patron di Napoli e Bari, Aurelio De Laurentiis, soffermandosi sulla rivalità tra tifosi del Napolie del Bari in occasione di una conferenza stampa in cui ha presentato la nuova dirigenza del club biancorosso.

Il Bari targato De Laurentiis è partito ufficialmente ieri al San Nicola. Il patron ha presentato la dirigenza – il figlio Luigi sarà il presidente, Matteo Scala il club manager, Luigi Cornacchini allenatore – e ha illustrato i programmi: “Il club deve arrivare in A il più rapidamente possibile”. La società è iscritta in sovrannumero alla Serie D ma non si esclude un eventuale ripescaggio in Lega Pro: “Obiettivo Serie C? Non abbiamo mollato nulla – ha spiegato Aurelio De Laurentiis – e rispettosamente assistiamo a questa ricomposizione di un calcio disgregato: la Figc è commissariata, ci sono situazioni in fieri. Non sappiamo se la B sarà da 19 o 22 e, di conseguenza, tutto quello che verrà. Non tiriamo la giacchetta a nessuno”. Sull’inizio della stagione il patron ha aggiunto: “Un uccellino mi ha detto che non si parte (la serie D) il 2 ma il 15. Meglio, abbiamo più tempo per organizzarci”

Parlando poi dell’ingaggio di Filippo Galli, ex Milan per il settore giovanile azzurro e del Bari, ha aggiunto: “Sto trattando un terreno per fare il nuovo stadio del Napoli e su cui far crescere i giovani. Adesso ho preso il Bari e ho pensato fosse il momento di mettere in pista un gruppo di lavoro che in questo ambito non avrà distinzioni tra Napoli e Bari: i giovani sono il nostro futuro”. “Siamo cresciuti in un mondo di vecchi – ha concluso -, ho sempre tenuto a essere uno scapigliato e a parlare con i giovani. Altrimenti questo Paese non lo ricostruiremo mai”.

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