quanto vale wimbledon
Il campo centrale di Wimbledon (Foto: Insidefoto)

Premi Wimbledon 2018 – L’estate di Londra passa obbligatoriamente dall’All England Lawn Tennis and Croquet Club. Lì, sui campi in erba, va in scena ormai dal 1877 uno dei più fammosi tornei di tennis, The Championships, Wimbledon, noto anche semplicemente come Wimbledon. Un torneo che ormai è sempre più una macchina di soldi.

Ricavi e di conseguenza anche i premi per i tennisti sono in costante crescita, di anno in anno. Per il 2018 il torneo che parte oggi mette in palio un totale di 34 milioni di sterline (circa 38,4 milioni di euro), in aumento del 7,6% rispetto al 2017: 2,25 milioni di sterline (+2% rispetto al 2017) ciascuno li intascheranno i vincitore del singolare maschile e femminile, che dal 2007 ricevono la stessa cifra. Una crescita costante, che ha fatto seguito all’accelerata dell’ultimo decennio: nel 2007, infatti, chi alzava il trofeo sul centrale portava a casa “solo” 700mila sterline.

La crescita maggiore tuttavia riguarda i premi per qualificazioni e per i primi quattro turni: nei tre turni di qualificazione chi perde incassa 4.875 sterline, 9.750 sterline e 19.500 sterline (tutti in crescita dell’11,4%); nei primi quattro turni del torneo vero e proprio gli incassi sono di 39.000 sterline (+11,4%), 63.000 sterline (+10,5%), 100.000 sterline (+11,1%) e 163.000 sterline (+10,9%).

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Dai quarti di finale in avanti, il montepremi è salito di circa il 2,2/2,3%: si va dalle 281.000 sterline per i quarti di finale fino appunto ai 2,25 milioni di sterline per i vincitori, passando per le 562.000 sterline dei semifinalisti e l’1,125 milioni di sterline per i finalisti sconfitti.

Montepremi che sale, quindi, anche perché problemi ad aumentare i premi pare non ce ne siano, viste le cifre generate: fin dal 1877 il torneo ha sempre generato un surplus di cassa.

Nel 2017, l’All England Lawn Tennis Club (Championship) Limited, la società che organizza e gestisce il torneo, ha generato ricavi per 216,145 milioni di sterline, in crescita di circa il 6% rispetto ai 203,102 milioni di sterline del 2016. Il risultato operativo è stato positivo per 37,2 milioni di sterline (42 milioni nel 2016): risultato di cui gode soprattutto la federazione tennistica inglese, che fino al 2053 riceverà il 90% del surplus e che nel 2017 ha incassato quindi 30,6 milioni di sterline. Il profitto effettivo è stato quindi di 4,2 milioni di sterline nel 2017, in linea con i 4,4 milioni di sterline del 2016.

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Andy Murray, vincitore a Wimbledon nel 2013 e nel 2016 (foto Insidefoto.com)

Soldi che arrivano soprattutto da tv e da biglietti. Nel 2017 la sfida tra Johanna Konta e Simona Halep per i quarti di finale ha avuto ascolti per 7,4 milioni di spettatori sulla BBC, record dal 2000 ad oggi. L’audience stimata è di oltre 1,2 miliardi di persone nel mondo, e non è un caso se la statunitense Espn paga circa 25 milioni l’anno (fino al 2022) per trasmettere il torneo negli Usa, mentre la BBC ha rinnovato nel 2016 il contratto ma da quest’anno sarà la stessa società che organizza Wimbledon a gestire l’emissione televisiva.

Wimbledon 2018: tutto il torneo in diretta esclusiva su Sky

Poi c’è la biglietteria, con tagliandi che vanno da un minimo di 25 sterline fino ai super-ticket da 50mila sterline, che permettono di avere un posto per ogni giorno del torneo per cinque anni. Senza dimenticare il business delle fragole con panna, ovverosia lo snack tradizionale che viene consumato quando si assiste alle partite. La stima media è di circa 34.000 kg di fragole consumate, ovverosia 166.000 porzioni, nel corso del torneo. Costo della porzione? Dal 2010 è rimasto inalterato a 2,50 sterline.

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