fassone fatturato milan raggiungere juventus (foto Calcio e Finanza)
(foto Calcio e Finanza)

La disponibilità di Rocco Commisso ad avere Yonghong Li come socio di minoranza del nuovo Milan con una quota del 15-20%, conservando per se la quota di controllo del club 80-85%, sembrava aver spianato la strada al cambio di proprietà.

Tuttavia, secondo quanto riportato oggi da alcuni quotidiani, tra cui la Gazzetta dello Sport Corriere della Sera e Repubblica, l’attuale proprietario cinese del Milan, forte anche dell’interessamento della famiglia Ricketts, starebbe cercando di alzare la posta per spuntare condizioni migliori rispetto alla proposta originale di Commisso.

«Yonghonh Li», scrive il CorSera, «si è dimostrato un negoziatore abile, dai nervi saldissimi, deciso a prendersi tutto il tempo per giocare su più tavoli e valutare tutte le alternative. È una partita a scacchi e se n’è dovuto accorgere anche Commisso, desideroso di chiudere il prima possibile: durante l’ ultimo mese di trattative, infatti, sono stati numerosi gli ultimatum lanciati dall’imprenditore americano e non rispettati. Poi, si è ricominciato a trattare. Ma ecco spiegato perché è rimasta in corsa anche la famiglia di Thomas Ricketts, il proprietario dei Chicago Cubs, che è partita in ritardo ma cerca di recuperare».

La frenata nella giornata di ieri

Una linea che trova riscontri anche rispetto a quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, secondo cui dopo che la trattativa sembrava a un passo dalla chiusura, nella giornata di ieri ci sarebbe stata una «brusca frenata»

«Da quanto filtra», scrive la Gazzetta, «sarebbe stato Mr. Li a cambiare idea in corso d’opera, mutando le richieste rispetto agli accordi maturati in mattinata. In estrema sintesi: la trattativa ora viaggia sul filo del rasoio e resta assolutamente in essere l’ultimatum che Commisso aveva dato lunedì all’attuale presidente rossonero. Due giorni di tempo per rifletterci su e prendere una decisione. Quarantott’ore che scadranno stasera».

Yonghong Li tratta su più tavoli

Le indiscrezioni riportate dal quotidiano sportivo raccontano che, attraverso Morgan Stanley, Li starebbe cercando di capire se l’ offerta della famiglia Ricketts è migliorabile, magari con l’ ingresso di altri soci.

Una situazione che avrebbe creato parecchio malumore nel clan Commisso, in questi giorni sempre molto chiaro su un punto in particolare: evitare qualsiasi asta. Senza contare che Mr. Li nei confronti del numero uno dei Cosmos è recidivo: nelle settimane scorse l’ affare era già stato a un passo dal chiudersi e poi si era cristallizzato per via dell’ indecisione di Yonghong Li.

Secondo altre fonti, citate da Repubblica, occorrerebbe ancora limare dettagli importanti a partire dal prezzo (Commisso valuterebbe il 100% del club circa 100 milioni, contro la valutazione di 740 milioni data Yonghong Li lo scorso anno) e dall’entità dei debiti da prendere in carico.

Attesa per la sentenza Uefa

Dopo un’attesa che non è sbagliato definire irrituale (ha spiazzato anche frequentatori dei palazzi svizzeri), oggi dovrebbe arrivare il verdetto da Nyon sul fair play finanziaro, che dovrebbe coincidere con le anticipazioni: un anno di esclusione dalle Coppe, più una multa, mentre è da vedere se il rientro in Europa nel secondo anno sarà condizionato al rispetto di certi parametri.

L’ Uefa fornirà, oltre al dispositivo, anche le motivazioni, la cui stesura si sarebbe rivelata più difficoltosa del solito. Il caso Milan, oltre che complesso, è naturalmente molto delicato. Il club, in ogni caso, farà ricorso al Tas di Losanna.

La sentenza della Uefa potrebbe influenzare anche la trattativa in corso. L’ esclusione dalle Coppe, infatti, inciderà inevitabilmente sul prezzo e diventa una variabile in più nella trattativa. Ecco perché anche le parti attendono con trepidazione il verdetto.

1 COMMENTO

  1. ,Marco Spinelli.Ci hanno raccontato mesi fa che il Milan era in procinto di rifinanziare il debito con il fondo Elliot e poi non se ne è fatto più niente, ora siamo di fronte a questa presunta vendita del Vecchio Diavolo, ma anche qui al momento di concludere sorgono sempre nuovi problemi.Mettiamo il caso che Mr Li sia solo un prestanome e come tale prima o poi dovrebbe uscire di scena,se lo facesse in silenzio cedendo il passo al fondo Elliot senza colpo ferire sarebbe palese la manfrina che starebbe dietro questa operazione,mentre se lottasse come un leone ma inutilmente per difendere il suo bene di proprietà potrebbe togliersi di mezzo senza che poi nessuno solleverebbe troppe obbiezioni,questa storia sta stancando l’opinione pubblica.Resto sempre convinto dell’opinione che il Milan finirà in mano al fondo Elliot il quale poi lo girerà al vero acquirente,in questa vicenda c’è qualcosa che stona in maniera vistosa, a certi livelli non puoi pagare un bene oltre il 35 % della sua valutazione di mercato e dietro questa anomalia se ne infilano altre altrettanto vistose come il ruolo di Fassone,non si è capito perchè una proprietà completamente a digiuno della realtà del Calcio italiano si affidi ad un manager che prima di essere A.D. del Milan non ha fatto altro che essere messo alla porta da importanti società della nostra serie A.Con queste premesse non è difficile ipotizzare che qualcuno si è prestato a fare da paravento ad un’operazione le cui fila vengono tirate in stanze che non devono essere conosciute dall’opinione pubblica.

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