Giovanni Malagò (Insidefoto.com)
Giovanni Malagò (Insidefoto.com)

«Non si può avere la moglie ubriaca e la botte piena, cioè non si può pensare di massimizzare i ricavi e nel contempo, cosa che può essere anche un desiderio dell’opinione pubblica, avere il calcio free». Lo ha detto il presidente del Coni, Giovanni Malagò, parlando, a margine di una cerimonia a Redipuglia (Gorizia), sull’assegnazione dei diritti Tv per le partite della Serie A.

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Malagò sui diritti tv: «Da una parte o dall’altra a qualcosa si deve rinunciare»

Malagò ha poi spiegato che il discorso delle partite “free” incide sulle «tasche dei signori che sono dei proprietari, sono dei privati che se guadagnano fanno profitti e se perdono ci devono rimettere di tasca propria». «Un’altra cosa – ha aggiunto – è che noi spesso guardiamo a dei modelli stranieri dove questo tipo di “spezzatino” delle partite, con tutte le dinamiche che ne conseguono sotto il profilo della visibilità, sono anni che la fanno da padrone. Ed è proprio quello che chiedono i soggetti televisivi al di là della piattaforma che viene utilizzata per rispondere alle richieste della Lega e delle società per massimizzare i ricavi. Per cui da una parte o dall’altra a qualcosa si deve rinunciare».

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Malagò sui diritti tv: «Ora la Lega ha tutti gli elementi per le dovute valutazioni»

Malagò ha quindi aggiunto: «Io ho completato il mio percorso di commissario della Lega serie A, penso anche in un tempo record per occuparmi soprattutto della governance. Ora la gente vuole sapere dove si vedranno le partite e cosa bisogna fare per vederle e la governance è esattamente questo. Per la prima volta la Lega ha una rappresentanza, un presidente, un cda che dovranno decidere cosa fare. Hanno tutti gli elementi sul tavolo per le dovute valutazioni».

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