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Serie A (foto Insidefoto.com)

La questione dei diritti tv della Serie A per il prossimo triennio sta ancora tenendo banco e nella questione è entrata a gamba tesa anche Federsupporter.

Federsupporter sui diritti tv, l’associazione ha scritto al ministro Di Maio

Come riporta “Pianeta Genoa”, la prima associazione di tutela dei diritti dei tifosi delle discipline sportive ha infatti inviato una lettera a Luigi Di Maio, nelle sue qualità di ministro dello Sviluppo economico e presidente del Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti (CNCU). Quest’ultimo è, ai sensi del Codice del Commercio, l’Organo costituito nell’ambito del Ministero dello Sviluppo Economico, che, fra i propri poteri-doveri istituzionali, contempla quello di tutela dei consumatori e degli utenti.

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Federsupporter sui diritti tv, il testo integrale della lettera

Nella lettera si chiede la tutela dei diritti e degli interessi collettivi dei sostenitori dei club calcistici, per evitare che si venga a creare un grave danno e pregiudizio per i consumatori. Questo il testo integrale della lettera:

«Spett.le

Consiglio Nazionale dei Consumatori e Utenti

Alla c.a. del Presidente, Vice Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro dello Sviluppo Economico On.le Luigi Di Maio

Divisione XII- Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti.

Oggetto: commercializzazione dei diritti audiovisivi calcistici per il periodo 2018-2021

La scrivente Federsupporter, Associazione Ente esponenziale dei diritti e degli interessi collettivi dei sostenitori sportivi, quali consumatori di spettacoli sportivi, espone e chiede quanto segue.

La Lega professionistica di Serie A, con decisione dell’8 giugno scorso, ha stabilito prezzi, condizioni, modalità e forme della commercializzazione dei diritti in oggetto.

Tali condizioni, modalità e forme non prevedono, contrariamente all’invito formulato dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), la suddetta commercializzazione secondo il principio della vendita per piattaforma, bensì per prodotto.

Sono, pertanto, ragionevoli e fondati i timori che, in questo modo, venga a determinarsi un grave danno e pregiudizio per i consumatori, in violazione di quanto specificato dalla predetta AGCM con la Delibera del 14 marzo scorso, nonché di quanto recentemente sancito dal Tribunale di Milano.

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Si fa presente, inoltre, che, per danno e pregiudizio nei confronti dei consumatori, si deve intendere non solamente quello economico, ma anche quello attinente alle condizioni e modalità di fruizione delle trasmissioni audiovisive delle partite di calcio.

Si sottolinea, infine, come i pur legittimi interessi economici delle società di calcio e degli operatori della comunicazione, debbono essere sempre coniugati con la “inalienabile dimensione popolare, sociale, educativa e culturale” (art.2, comma 5, dello Statuto del CONI) dello sport, in generale, e, in particolare, del calcio.

Per tutte le suesposte ragioni, dunque, la scrivente chiede a codesto Consiglio, nell’esercizio dei suoi poteri-doveri istituzionali, di voler assumere ogni necessaria, opportuna ed urgente iniziativa a salvaguardia e tutela dei diritti e degli interessi collettivi dei sostenitori calcistici, nella loro qualità di consumatori/ utenti di spettacoli di calcio.

Nel ringraziare per l’attenzione ed in attesa di un positivo riscontro, si coglie l’occasione per porgere distinti saluti.

Il Presidente

Dr. Alfredo Parisi»