raisport stagione 2018-2019

«Così la Lega Calcio infligge un grave colpo allo sport della Rai Servizio Pubblico. Ormai gli interessi economici dei club di calcio passano sopra a ogni interesse dei cittadini che hanno il diritto di godersi lo sport, anche sulla tv pubblica. Chiediamo alla Lega Calcio un urgente ripensamento». Il Cdr di Raisport commenta così la scelta della Lega Serie A di posticipare alle 22 di domenica l’orario dopo il quale è possibile la trasmissione delle azioni migliori e dei gol del campionato sulle tv non a pagamento.

«I costi dei diritti in crescita a ritmi folli e fuori da ogni oggettiva motivazione economica, lo spezzatino del calendario e ora anche lo stop alle immagini del pomeriggio. Questo comporterebbe come conseguenza, ad esempio, la probabile chiusura di 90º minuto, trasmissione che dal 1970 racconta agli italiani il bello del calcio e fa sentire a caldo le voci dei protagonisti. Come può la Lega Calcio pensare di metterla a tacere? In questo modo a pagare non è solo la Rai: sono i cittadini e il Servizio Pubblico dei cittadini. Cosa altro deve accadere prima che si capisca che la questione dei diritti tv non è un fatto privato di aziende private, ma ha a che fare anche con il diritto di cronaca? È indispensabile un intervento urgente delle istituzioni a tutela dell’interesse collettivo».

Serie A, rischio doppio abbonamento per vedere tutte le partite in tv

Il cdr di RaiSport si dice inoltre «basito e sconcertato» in una lettera inviata al direttore Gabriele Romagnoli. I giornalisti – si spiega – chiedono «un confronto sui programmi del prossimo anno, lui rifiuta il confronto e, con disprezzo nei confronti della redazione, si limita a mandare una mail. Peccato che poche ore dopo il suo palinsesto viene smontato non da noi, ma dalla notizia dei diritti tv. Tutto da rifare, direttore».

Sul caso è intervenuto anche il Codacons. «Le decisioni assunte dall’ente rischiano di penalizzare pesantemente utenti, amanti del Calcio e telespettatori – afferma il presidente Carlo Rienzi, candidato al CdA della Rai – Imporre infatti la visione in chiaro delle partite solo dopo le ore 22 della domenica equivale a “privatizzare” il Calcio, impedendo a milioni di italiani di godere dello sport e dirottandoli verso costosi abbonamenti alle pay-tv che in molti non possono permettersi».

Luigi Necco in collegamento con Paolo Valenti a 90° Minuto
Luigi Necco in collegamento con Paolo Valenti a 90° Minuto

«Non solo. I limiti alla trasmissione delle immagini delle partite rischiano di avere effetti a cascata anche sulle reti televisive, i cui programmi sportivi non avrebbero più motivo di esistere come nel caso di “90° minuto”, con effetti sul fronte della raccolta pubblicitaria e dell’occupazione – prosegue Rienzi – Per tale motivo il Codacons diffida oggi la Lega Calcio a non assumere alcun provvedimento che limiti la visione del Calcio a danno di cittadini e aziende televisive, pena una denuncia alla Corte dei Conti per i danni erariali prodotti alla collettività e alla Rai».

1 COMMENTO

  1. E che immagini dovrebbe trasmettere 90° minuto, visto che la domenica pomeriggio giocano solo 3 partite, tra l’altro probabilmente mai nessuna di cartello?

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