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Non sempre gli italiani giocano di più quando possono permetterselo, anzi pare ci sia una connessione inaspettata. Ecco quanto rivelato dagli ultimi dati statistici

Dove e perché gli italiani puntano di più?

Secondo i dati forniti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e resi noti dall’InfoData24 (relativi, nello specifico, ai soldi puntati dagli italiani in tutti i giochi gestiti dall’ente in questione) e quelli dell’Irpef pro capite (relativi alle dichiarazioni reddito dello scorso anno), è possibile stabilire con certezza una media nazionale e una connessione specifica. I dati sono consultabili da tutti gli italiani, in quanto disponibili in formato open sul sito del Mef alla voce Andamento dell Entrate. Va precisato che lo studio prende in considerazione esclusivamente le sale terrestri e operatori online legali. Quindi solo quei casinò virtuali che hanno ottenuto la certificazione AAMS, un elenco completo dei quali si può trovare su italcasino.net, portale specializzato nel settore dei casinò online legali.

Ma cosa si evince da tutti questi numeri?

Innanzitutto è possibile venire a conoscenza delle zone in cui si gioca tanto ma non si guadagna abbastanza. In pratica, visitando questa pagina c’è la mappa nella quale vengono evidenziati i punti in cui coesistono imponibili inferiori alla media nazionale e un numero maggiore di appassionati di giochi ad casinò che scommettono con grande frequenza. Analizzandole nel dettaglio, è questo ciò che si evince e si può dedurre.

I risultati statistici

Guardando i filtri nella parte bassa della mappa, ci si può concentrare su una singola regione o una singola provincia nello specifico. Per comprendere il significato dei colori, è possibile consultare la legenda posta nell’angolo basso dell’immagine. Chiaramente, nella categoria “medio” rientrano tutti i valori compresi nell’intervallo valore medio ± 10%.

Esaminando solamente la raccolta pro capite, non sembra evidenziarsi una zona del Paese in cui si evidenza in maniera specifica la correlazione tra redditi bassi e raccolta alta. Per intenderci, queste zone sono indicate sulla mappa dal colore nero.

Nella mappa si distingue, in modo particolare, un solo punto, quello dal delta del Po, area che pare mostri una quota pro capite di denaro puntato nei giochi d’azzardo maggiore alla media nazionale. Nel medesimo tempo, l’area presenta un reddito minore alla media nazionale, un dato molto particolare. È anche possibile notare una concentrazione un tantino superiore nel Lazio, in Campania e in Abruzzo. In misura leggermente inferiore, in Calabria e nel sud della Puglia. Ancora una volta è il sud in vetta per un record tutt’altro per positivo.

Le zone in blu e in azzurro

Non vanno però sottovalutate le zone evidenziate in blu. La più scura è quella che mette in rilevanza una raccolta alta e un reddito che si avvicina alla media. Sono numerosi i comuni sparsi in tutta la penisola nella medesima situazione. L’azzurro che riveste anche la nostra capitale e altre città della Lombardia è quella che mette in luce una raccolta alta ed un reddito alto; quindi una zona in cui si gioca molto ma nelle quali c’è anche un reddito abbastanza alto per avere questo piccolo vizietto.

Chiaramente, si tratta di numeri, statistiche. Se si analizza il caso specifico la situazione può avere più variabili che non possono rientrare in un ritratto generico e complessivo della nostra penisola. Queste informazioni sono utili però a fare un interessante quadro sul gioco d’azzardo che a quanto pare non è prerogativa dei ceti sociali più agiati.

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