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(foto Insidefoto.com)

Il gruppo BeIN Media, con sede in Qatar, ha chiesto alla Fifa di intraprendere un’azione legale contro l’operatore satellitare arabo “SaudiSat”, a causa della volontà di trasmettere illegalmente le 64 partite della Coppa del Mondo 2018.

Pirateria beIN Sports, Fifa al lavoro per contrastare comportamenti illegali

Forti tensioni oppongono l’Arabia Saudita al Qatar, due Stati che non hanno relazioni diplomatiche da quasi un anno. «Abbiamo chiesto alla Fifa di esercitare una pressione diretta sui pirati» attraverso la giustizia, ha spiegato Sophie Jordan, dell’ufficio legale di beIN Media. In una dichiarazione, la Fifa ha spiegato che «prende molto sul serio le violazioni della proprietà intellettuale» e che «combatte» i reati, tra cui «streaming illegale e ritrasmissioni non autorizzate». «La Fifa sta lavorando con diversi partner per ridurre al minimo l’impatto delle violazioni in Medio Oriente e Nord Africa», spiega il massimo organo calcistico.

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Pirateria beIN Sports, la rete “beoutQ” ritrasmette illegalmente i programmi del gruppo

In pratica, una rete pirata, conosciuta come “beoutQ”, utilizza un segnale Arabsat per ritrasmettere illegalmente i programmi del gruppo qatariota. Stando a beIN, questo fenomeno è iniziato nell’ottobre 2017 e si è diffuso in Medio Oriente e Nord Africa, rappresentando un deficit significativo per il gruppo e per tutti i detentori dei diritti. Il gruppo beIN Media dice che non può intraprendere azioni legali in Arabia Saudita perché non può essere rappresentato da un avvocato a causa del boicottaggio contro il Qatar, e sostiene di aver chiesto alla UEFA di fare appello anche alla corte. Nel frattempo, la finale di Champions League di sabato tra Real Madrid e Liverpool è stata trasmessa illegalmente da “beoutQ”.

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