Vincolo sportivo come funziona
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Il bando di Mediapro è stato presentato, e ora a farsi avanti dovranno essere i broadcaster con le loro offerte: solo così scopriremo chi e come trasmetterà le dirette a pagamento in Italia nel prossimo triennio. La nuova gara – la terza dopo quella gestita direttamente dalla Lega a giugno 2017 e gennaio – conferma la vendita per piattaforma e azzera le esclusive assolute. Mediapro vuole vendere tutto a tutti, insomma.

Offerte diritti Tv Serie A, Mediapro propone tutto a tutti

Come riportato da “La Gazzetta dello Sport”, sono sette i pacchetti principali: uno solo per il satellite con tutte le 380 partite; due per il digitale terrestre e l’IPTV (la tv via Internet) con le 248 gare di 8 squadre tra cui Juve, Milan, Inter, Roma e Napoli da una parte e le restanti 132 dall’altra; due, alternativi, per la trasmissione in OTT (Over The Top) con la possibilità di acquistare tutto il campionato o le partite delle big.

Diritti tv, Mediapro pubblica il bando: ecco i 7 pacchetti per la Serie A

Offerte diritti Tv Serie A, niente base d’asta e prodotti già “confezionati”

E non ci sono prezzi minimi: una novità assoluta. Mediapro li depositerà presso un notaio ma non saranno resi noti agli operatori che avranno tempo fino al 21 aprile per presentare le offerte «al buio». Un altro aspetto interessante è che Mediapro non venderà le partite ma i «prodotti audiovisivi» da 270 minuti, con un pre e un post. Tutto chiavi in mano, confezionato editorialmente dagli spagnoli che si incaricheranno pure di raccogliere la pubblicità mettendo in piedi in Italia una struttura giornalistica e di marketing. È una strategia precisa, per incentivare quei soggetti emergenti – tipo Perform – che sono interessati al prodotto già pronto. Ma chi, come Sky, vorrà continuare ad avere l’autonomia sui contenuti editoriali e sulla gestione pubblicitaria potrà farlo pagando l’extra previsto dai pacchetti opzionali, dove sono contemplati pure i diritti per bar e hotel. Questi due business valgono un centinaio di milioni annui a testa, per un totale di 200 milioni.

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Offerte diritti Tv Serie A, anche beIN Sports potrebbe entrare in gioco

Non mancano ovviamente i dubbi sul successo della vendita. Rispetto a gennaio non si intravedono particolari passi in avanti che facciano immaginare un’impennata del valore, tale da soddisfare le aspettative di Mediapro. Gli spagnoli sono costretti ad agire come semplici intermediari e ora devono piazzare quelle licenze ai migliori offerenti in modo da rientrare dall’investimento e, possibilmente, guadagnarci. Gli operatori potenzialmente interessati sono più o meno gli stessi di prima, e tutti quanti non hanno concorrenti forti sulle rispettive piattaforme: Sky per il satellite, Mediaset per il digitale terrestre, Perform per la trasmissione web in OTT (Over The Top) e Tim per l’IPTV (cioè la televisione via Internet). Visto il progressivo disimpegno di Mediaset dal segmento pay e l’intesa con Sky, l’emittente di Murdoch potrebbe provare a fare man bassa sulle piattaforme tradizionali lasciando i diritti per il web, in base alla “no single buyer rule” che impedisce a uno stesso soggetto di avere tutto. Ma non sarà semplice per Mediapro incassare il miliardo e passa, a meno che non spunti fuori un nuovo pretendente, magari quella “beIN Sports” già partner dei catalani nella Liga. Se il bando dovesse deludere le attese Mediapro tornerà a proporre alla Lega di fare il canale: in via Rosellini non tutti pensano che sia la cosa giusta. Da non escludere inoltre un nuovo bando per esclusive, come chiede Sky. Il rebus è tutto da risolvere.

1 COMMENTO

  1. Marco Spinelli.Questa dell’assegnazione dei diritti televisivi di trasmettere il Calcio nel triennio 2018-2021 è diventata una partita a poker dove i protagonisti cercano di bleffare per indurre l’avversario a cedere il piatto.Se Sky non cala le braghe temo che dovranno calarle i presidenti delle società di A,se questo accordo non è arrivato prima a questo punto qualcuno ci dovrà rimettere.