Giovanni Branchini, leader degli agenti, da tempo si batte – tra le altre cose – per ridurre le finestre di mercato. L’uomo, dopo la decisione di Malagò di tagliare le sessioni anticipandone la chiusura a prima dell’inizio del campionato, ha rilasciato un’intervista in merito a “La Gazzetta dello Sport”.

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Branchini su riduzione mercato, il leader degli agenti soddisfatto dalla decisione di Malagò

«Non possiamo che essere soddisfatti per una decisione che in tanti invocavamo da tempo. Mi auguro che sia l’inizio di un percorso nuovo. È già importante evitare che si parli di trasferimenti a campionato in corso. A mio giudizio, però, i tecnici lavorerebbero meglio senza l’assillo delle voci sul cambio di maglia dei loro calciatori anche durante i ritiri o, comunque, nel pre-campionato». L’ideale, secondo Branchini, sarebbe dunque una chiusura anticipata a luglio: «È vero che le liste aprono il 1 luglio, ma il mercato parte già a fine maggio, in coincidenza con la fine dei campionati. Così i club hanno tutto il tempo per entrare in azione. Due mesi abbondanti bastano per allestire una squadra e lasciare tranquilli i propri tesserati».

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Branchini su riduzione mercato: «Ok stop il 18 gennaio, ma sposterei la sessione a novembre»

La decisione ha coinvolto anche la sessione di gennaio: «Anche in questo caso lo stop il 18 gennaio permette di concludere le contrattazioni in concomitanza con la sosta. Il progresso è evidente. Però resto della mia idea: meglio tornare all’antico. Non dico di reintrodurre il mercato di ottobre, sarebbe meglio fissarlo tra fine novembre e i primi di dicembre: i nuovi arrivati avrebbero più tempo per inserirsi nel nuovo ambiente e ogni trasferimento avrebbe ancor più senso. Ora come ora, tanti calciatori trovano una nuova sistemazione a stagione inoltrata. Certe decisioni andrebbero prese prima: così si perde tempo prezioso. Ad ogni modo cogliamo il lato positivo di questa innovazione. Intanto prendiamo confidenza con le nuove date. Vedrete, farà ben e a tutto il mondo del calcio pensare ad un’ulteriore riduzione. Meno stress per tutti e una maggiore attenzione per i protagonisti».