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Come sarà il nuovo stadio della Fiorentina

La tecnologia blockchain potrebbe essere applicata al crowdfunding per finanziare la costruzione o la ristrutturazione di uno stadio? Per ora si tratta di un interrogativo meramente teorico, considerato che non sono ancora stati lanciati progetti concreti in questa direzione.

Tuttavia le prime esperienze di crowdfunding finalizzate a raccogliere risorse destinate alla realizzazione di infrastrutture sportive o di opere accessorie (si pensi al mini-bond emesso dal Frosinone sulla piattaforma Tifosy) lasciano intravedere la possibilità che in futuro la tecnologia blockchain possa essere applicata a questo genere di operazioni.

Al tema è stato dedicato un approfondimento su Fintastico dove, rilanciando un precedente spunto pubblicato sul portale spagnolo Inmocrowd, è stato sviluppato il concetto di “tokenizzazione” applicato al mercato immobiliare.

Che cosa si intende per tokenizzazione

La tokenizzazione, si legge su Fintastico, è un metodo per convertire i diritti di una risorsa in un gettone o token digitale. Espresso in altro modo, è il processo di conversione dei diritti di un bene in un token digitale all’interno di una catena di blocchi o blockchain.

In questo senso, tokenizzare una proprietà è fondamentale per generare un token e collegarlo ad un contratto intelligente o smart contract che permetta a questo token di avere una relazione intrinseca con un bene reale.

La tokenizzazione e il blockchain applicati agli stadi

Per il nuovo Stadio della Roma, ad esempio, si parla di investimenti che dovrebbero sfiorare i 2 miliardi di euro effettuati da privati e che prevederanno anche un museo, un centro commerciale, i campi di allenamento, spazi verdi e piste ciclabili a fare da contorno al terreno di gioco.

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Ora, in linea teorica, attraverso una applicazione decentralizzata sarebbe possibile creare un token (che potrebbe essere chiamato ROMX) e al quale potrebbe essere assegnato un valore di 1€. In questo modo potrebbero essere generati 2 miliardi di ROMX da mettere in vendita per finanziare la realizzazione dell’opera.

Token e diritti di proprietà

A che cosa darebbe diritto questo token? Darebbe diritto a ciò che è stato specificato in un contratto intelligente o smart contract a cui è collegato il token. Normalmente un valore che rappresenta la partecipazioni ai flussi di cassa generati dallo stadio. In nessun caso alla proprietà vera e propria di una piccola parte dello stadio.

Attualmente, infatti, con la tecnologia blockchain non è possibile trasferire una proprietà immobiliare. Né in Italia né in nessun altro sistema legale i token conferiscono proprietà o diritti di proprietà ai loro proprietari.

In Italia, la proprietà si trasferisce in conformità con le leggi italiane e non in conformità con il codice che fa funzionare una blockchain. A differenza di quanto spesso viene dichiarato, i token non sono, al momento, “pezzi di proprietà” che possono essere negoziati attraverso l’utilizzo di una blockchain e senza il rispetto dei requisiti legali imposti dalla legge.

Blockchain e crowdfunding immobiliare

Le nuove piattaforme di crowdfunding immobiliare che utilizzano la tecnologia blockchain, quello che fanno è comprare la proprietà e successivamente generare e negoziare i token. In questo caso ad essere proprietario dei diritti di proprietà non è il possessore del token ma l’intermediario, ovvero la piattaforma. Acquirenti e venditori non hanno altra scelta che affidarsi alle promesse dell’intermediario.

Se una di queste piattaforme che utilizzano la tecnologia blockchain ottenesse un riconoscimento statale, gli immobili potrebbero essere negoziati in modo decentralizzato attraverso l’utilizzo dei token.

In questa direzione si sta muovendo Housers, che proprio in un’intervista su Fintastico ha fatto sapere di stare lavorando ad una soluzione tecnologica che sfrutti la tecnologia blockchain e renda più liquido il settore immobiliare.

LEGGI L’ARTICOLO ORIGINALE SU FINTASTICO

 

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