Champions League
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Quanto conta il fatturato in Champions League? Anche quest’anno, in occasione della ripresa della massima competizione europea per club, Calcio e Finanza dedica un approfondimento al rapporto tra forza finanziaria delle società di calcio e i risultati sul campo.

Nella seguente analisi sono stati messe a confronto le performance dei 32 club che hanno preso parte alla fase a gironi, conclusasi lo scorso dicembre, con i rispettivi fatturati.

Quanto conta il fatturato in Champions League – La fase a gironi

Nella fase a gironi della Champions League 2017-2018, si sono disputate complessivamente 96 partite, 12 per ciascuno degli 8 raggruppamenti. Nell’analisi sono state prese in considerazione le 76 partite che si sono concluse con la vittoria di uno dei club in campo, con l’esclusione dei 20 incontri conclusi con il risultato di parità.

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Complessivamente, 56 volte la squadra con il fatturato maggiore ha avuto la meglio (73,7%). Solo una gara su quattro (26,3%) è stata vinta dal club con minor fatturato.

Delle 265 marcature realizzate (in 76 partite), ben 186 (70,2%) sono state messe a segno dai club con fatturato maggiore negli scontri diretti con i club con minor fatturato.

Fra i singoli gironi si è osservata una importante variabilità di risultati. Nel girone D, il 100% delle partite analizzate (9 nel caso specifico) si è concluso con una vittoria del club con i maggiori ricavi; nel girone G questa percentuale è scesa al 44,4%. Nei restanti raggruppamenti, ha raggiunto e superato il 50%.

Quanto conta il fatturato in Champions League – L’accesso agli ottavi

Tutti i club accreditati del maggior fatturato di ciascun girone si sono qualificati alla fase successiva: 5 volte al primo posto, 3 volte al secondo posto. Solo un club con il fatturato più basso del proprio girone si è qualificato alla fase successiva: il Basilea, secondo nel girone A.

Quanto conta il fatturato in Champions League - La fase a gironi
Quanto conta il fatturato in Champions League – La fase a gironi

Nel girone A, si sono qualificati alla fase successiva il primo e il quarto club per ranking di fatturato.

Nei gironi B, D, E si sono qualificati alla fase successiva i due club con fatturato maggiore (nei gironi D ed E il club più ricco si è qualificato come primo).

Nei gironi C, F, G e H si sono qualificati alla fase successiva i club primo e terzo per fatturato. Nei gironi C, G e H la differenza di fatturato fra il 2° e 3° club era di poche decine di milioni di euro, con un ipotizzabile effetto trascurabile sul campo. Nel girone F ha pesato la performance negativa del Napoli, che ha raccolto appena la metà dei punti dello Šachtar, club con fatturato minore.

Complessivamente 11 dei 16 club con i ricavi maggiori si sono qualificati alla fase successiva della competizione, il 68,8%.

I cinque club con maggior fatturato che hanno mancato la qualificazione agli ottavi sono stati: Benfica, Atletico Madrid, Napoli, Monaco e Borussia Dortmund.

La qualificazione del Basilea e il primo posto della Roma da un lato, il mancato primo posto del Real Madrid dall’altro, club vincitore delle ultime due edizioni della Champions, rappresentano le sorprese, rispettivamente positiva e negativa, di questa fase a gironi della competizione.

Edin Dzeko in azione contro il Chelsea (Insidefoto.com)
Edin Dzeko esulta dopo il gol al Chelsea (Insidefoto.com)

 

Quanto conta il fatturato in Champions League – Confronto con le stagioni precedenti

Osservando i dati della scora edizione, sembra ridursi l’effetto dei fatturati rispetto ai risultati sul campo.

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Infatti, le vittorie dei club con i ricavi più elevati si sono ridotte del 10%: 73,7% vs. 81,5% (lo scorso anno le partite analizzate furono 65, undici in meno rispetto all’analisi di quest’anno, per effetto del numero maggiore di pareggi).

Sono aumentate di oltre il 40% le vittorie dei club con fatturato minore: 26,3% vs. 18,5%.

Percentuale di vittorie (in blu) e sconfitte (in rosso) dei club con maggiore fatturato nella fase a gironi delle ultime tre edizioni della UCL
Quanto conta il fatturato in Champions League – La fase a gironi

 

La percentuale di qualificazione alla fase successiva dei club con fatturato maggiore si è ridotta del 21%: 68,8% vs 87,5%.

In conclusione, nella fase a gironi di questa edizione della UCL, l’incidenza del fatturato rispetto ai risultati sportivi è stata complessivamente minore rispetto all’edizione precedente.

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La differenza di ricavi fra i club promossi agli ottavi e quelli eliminati è stata davvero minima in taluni casi, per cui è probabile che alla composizione del dato di questa edizione abbia in parte contribuito la composizione di alcuni gironi (Girone C: Roma e Atletico Madrid; girone G: Porto e Monaco; girone H: Tottenham e Borussia Dortmund).

La fase ad eliminazione diretta ci dimostrerà se questa nuova “democratizzazione” della competizione sarà un’inversione di rotta o soltanto un’eccezione.

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epidemiologo, appassionato di numeri. Si può ragionare senza? No, basta solo lasciarli parlare!