anticipi posticipi Serie A 2017-2018
(foto Insidefoto.com)

L’offerta di Mediapro per i diritti tv della Serie A per il triennio 2018-2021 è “un’offerta di grandissimo valore”, che ha portato a “un risultato economico straordinario”. Commenta così Paolo Nicoletti, vice commissario della Lega Serie A, la decisione dell’assembla di accettare l’offerta dell’intermediario spagnolo.

“Infront” – ha aggiunto Nicoletti riferendosi all’advisor della Lega – “ha fatto un lavoro molto importante nel tempo con il gruppo di lavoro della Lega: siamo molto soddisfatti. L’assemblea ha aperto la busta di MediaPro che era superiore al minimo legale e ha accettato. Adesso c’è l’Antitrust che dovrà dare la sua opinione in 45 giorni”, ammette Nicoletti.

Diritti Tv Serie A, la regia unica della Lega (foto: calcio e Finanza)
Diritti Tv Serie A, la regia unica della Lega (foto: calcio e Finanza)

“Si è passati da un valore la scorsa estate di 493 milioni, il 10 ottobre l’offerta con il secondo bando è arrivata a 762 milioni poi a 830 milioni, la prima offerta di MediaPro è stata di 950 milioni, oggi siamo a oltre 1,05 miliardi. Il segnale importante che ha dato MediaPro è la centralità del tifoso e del prodotto calcio, che deve essere distribuito nel modo più qualitativo, con una base più ampia possibile. C’è una crescita significativa del valore del nostro calcio. Bandi in assoluta regolarità e trasparenza hanno fatto crescere il valore e fatto entrare importanti soggetti nel mercato”, ha concluso Nicoletti.

Sulla questione diritti tv si è espresso anche Roberto Fabbricini, commissario straordinario della Figc: “Ero immerso nelle questioni federali, non ho parlato con nessuno di quanto successo in Lega di A, lo apprendo ora. Certamente è un primo passo avanti per riportare la Lega nella normalità operativa”, il commento di Fabbricini. !Ora manca il passaggio della governance che sarebbe poi il primo passo forte ed efficace che faremo su questo commissariamento federale” ha quindi Fabbricini all’uscita della Figc.

1 COMMENTO

  1. Andrea Agnelli non tutela la Juventus, fa lo snob, manda Marotta in lega, però in compenso incassa uno stipendio annuo di 400 mila circa.. Ma cosa può capire Marotta di diritti tv, valorizzazione del marchio, diffusione del brand Juventus all’estero, organizzazione e trasmissione all’estero del campionato.Basta vedere su queli razza di campi si giocano la maggior parte delle partite.
    Agnelli deve portare fuori dalla lega Serie A la Juventus al più presto. La Liga ha firmato un contratto che farà guadagnare Real e Barcellona 145 milioni l’anno ciascuno più i diritti esteri senza considerare la premier e quanto incassano dagli sponsor le straniere. Il peso della Juventus nella serie A in termini di abbonamenti tv e attrattività è uguale a quello delle 2 grandi spagnole nella Liga. La Juve non può far parte di una Lega A dove l’80% dei proprietari/presidenti usa le squadre di proprietà per guadagnare soldi dalle cessioni dei giocatori (basta constatare la differenza di prezzo dei giocatori della serie A rispetto a quelli della Bundesliga dove i giocatori vanno a finire al Bayern Monaco a condizioni vantaggiose rispetto a quello che compra la Juventus in serie A)e dai diritti tv portando probabilmente all’estero i soldi che si incasssano anzichè investirli in infrastrutture e giocatori. Cosi abbiamo il Benevento, la spal il crotone e mezza serie A della situazione che stanno nella massima lega per incassare i diritti tv e il paracadute nel caso retrocedano in B. 3/4 della serie A presenta stadi semivuoti , vecchi che sviliscono il prodotto serie A e questo a danno principalmente della Juventus che incassa molto meno delle top europee.Un altro aspetto che tutti sottovalutano è che la serie A è il campionato meno fisico ed intenso d’Europa avendo il Coni e La Figc imposto alle squadra di tesserare massimo 2 extracomunitari l’anno , regola che non c’è in nessun altra lega top in Europa, costringendo la Juventus a non prendere slavi,sudamericani,africani e tra poco anche inglesi data la Brexit e quindi strapagare ogni anno i pochi italiani bravi.

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