Premier League BT solidarietà

L’asta miliardaria per i diritti televisivi della Premier League prenderà il via la prossima settimana. La gara ha sempre visto uscire vincitore Richard Scudamore, presidente esecutivo della Premier League, che negli anni passati ha ottenuto aumenti davvero importanti per quanto riguarda gli investimenti delle televisioni, pronte a spese di rilievo per assicurarsi il diritto di trasmettere le partite di uno dei tornei calcistici più importanti al mondo.

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Asta diritti tv Premier League, si cercano nuovi attori per far crescere il valore dell’offerta

Come riportato dal “Financial Times”, nel 2015 Sky e BT hanno investito una cifra totale di 5,1 miliardi per l’accordo triennale, corrispondente ad un aumento del 70% rispetto al contratto precedente. Questa volta però, il calo della tensione competitiva tra Sky e BT, ha portato Scudamore ad attivarsi per ricercare una terza parte che potesse contribuire a far salire il valore dell’offerta ancora una volta.

Secondo fonti informate, più di una dozzina di società avrebbero ricevuto i documenti relativi al bando per i diritti di Premier League, comprese società come Amazon e Facebook. Entrambe avrebbero avuto incontri con Scudamore. I due colossi statunitensi si stanno già espandendo nello sport live. Amazon ha battuto la concorrenza di Sky lo scorso anno per aggiudicarsi i diritti esclusivi nel Regno Unito per la trasmissione delle partite di tennis maschile dei tornei ATP, mentre Facebook ha presentato offerte per le partite della NFL e per gli incontri di cricket della Premier League indiana.

Asta diritti tv Premier League, nuovi orari e più partite a disposizione delle emittenti

Fonti informate avvertono che l’interesse dei gruppi tecnologici statunitensi non significa necessariamente che le offerte saranno imminenti, mentre altre vicine al leader della Premier League hanno minimizzato le aspettative di un altro aumento dei prezzi. Dal prossimo triennio intanto, la Premier League permetterà di presentare offerte per 200 delle 380 partite stagionali, rispetto alle 168 di oggi. Queste saranno suddivise in sette pacchetti e nessuno sarà autorizzato ad acquistarne più di cinque.

Sebbene Sky abbia sempre ottenuto il maggior numero di pacchetti, Scudamore ha cercato di renderli più attraenti. Per la prima volta, le emittenti potranno avere il diritto di trasmettere degli incontri il sabato sera, mentre in alcune serate infrasettimanali e nei giorni festivi, potranno disporre di un intero programma di partite, permettendo agli spettatori di scegliere il match da vedere.

Asta diritti tv Premier League, l’eventuale ingresso di Amazon potrebbe spaventare BT Sport

Sky e BT saranno contendenti seri questa volta. Ma BT, da parte sua, ha dichiarato che le sue ambizioni per lo sport live sono diminuite e che si accontenterebbe di essere un “numero due” dietro a Sky. Un ulteriore diminuzione dell’incentivo per le due società a gareggiare risale a dicembre, quando entrambe hanno firmato un accordo di cross-licensing. Ciò significa che BT può includere Sky Sports nei suoi pacchetti televisivi per i propri clienti e Sky può vendere BT Sport ai suoi abbonati. Situazione che ha portato Scudamore a sperare che un offerente alternativo entrasse in gioco per accrescere la competitività. In una situazione normale, BT avrebbe potuto accontentarsi dei due pacchetti che Sky non può ottenere, ma con Amazon alla finestra bisogna alzare la guardia. Con queste premesse, l’asta è pronta a partire. Il risultato finale rimane però impossibile da prevedere.

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