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«I risultati sportivi dipendono da tantissimi fattori, ma quello che cambierà e influirà nei nostri fatturati è indubbiamente il nuovo stadio». L’amministratore delegato della Roma Umberto Gandini, intervistato da Sky Sport  nel corso della 12/a edizione dell’International Sports Conference che si sta svolgendo a Dubai, ha sottolineato l’importanza della costruzione del nuovo stadio per le finanze giallorosse. 

«Siamo in un percorso nel quale lo stadio è diventato una realtà e abbiamo quindi la possibilità di attingere a quei ricavi che fino ad oggi in buona parte ci erano mancati – ha evidenziato l’ad gialloroso -. Abbiamo realizzato quello che è nel progetto di Pallotta e dei suoi investitori, siamo diventati un brand tra i più importanti d’Europa».

Anche la Roma pensa a un bond per la costruzione del nuovo stadio

La “mancanza” di ricavi ha costretto, nelle ultime stagioni, la società a dover fare a meno di alcuni pezzi pregiati per esigenze di bilancio. Ultimo dei quali, Momo Salah, venduto in estate al Liverpool. «Era una cosa che Momo meditava, era uno spostamento che lui chiedeva – ha proseguito Gandini -. È stata la classica situazione che si è sviluppata al momento giusto con gli interpreti giusti ed è stata una operazione che è andata in porto con la soddisfazione di tutti. Salah poi si è adattato molto bene al gioco di Klopp, sta facendo benissimo ed è stato protagonista con la sua Nazionale qualificando per la prima volta l’Egitto ai Mondiali».

Per quanto riguarda la squadra allenata da Di Francesco, secondo Gandini «la Roma è competitiva per lo scudetto perché è una squadra costruita bene, allenata bene, che ha due titolari per ogni posizione e che ha la possibilità di cambiare modo di giocare a seconda delle circostanze e se la gioca fino al 95′. È anche vero che per vincere il campionato ci vogliono tantissimi fattori e non ultimo gli avversari: in Serie A competono per il vertice in 4-5, poi alla fine vince una sola».

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Umerto Gandini e Mauro Baldissoni, ad e dg della Roma (Foto Insidefoto.com)

«Cosa è rimasto della partita con la Juve? Dal punto di vista personale la consapevolezza di potersela giocare con tutti, di essere una squadra in grado di competere fino alla fine per il campionato e di potersela giocare alla pari con le squadre che ci sono al momento davanti», ha spiegato Gandini. 

«Finora abbiamo fatto un buonissimo percorso in Champions League, ci siamo qualificati per la fase ad eliminazione diretta che è un risultato sicuramente importante e ora andiamo a giocarcela contro lo Shakhtar che è un avversario da prendere con le molle, come del resto tutte le squadre che arrivano a questo punto della competizione. In ogni caso quella degli ottavi è una situazione nella quale ci siamo guadagnati il diritto di giocare il ritorno in casa e abbiamo quindi una piccolissima percentuale di favore rispetto agli ucraini», ha concluso Gandini.

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