Fassone risposta intervista Sala Milan, rinnovata partnership con Snaitech
L'amministratore delegato del Milan, Marco Fassone (Insidefoto.com)

«Piano con la parola obbligo. La Champions è fondamentale per il nostro progetto: mancarla, però, non blocca i piani. Ritarderemo di un anno e troveremo il sistema di equilibrare la mancata entrata degli introiti Champions con la cessione di uno-due top player».

L’amministratore delegato del Milan, Marco Fassone, in un’intervista a La Stampa, ha voluto rassicurare il popolo rossonero ribadendo il concetto espresso questa estate al Guardian.

L’approdo alla prossima Champions, dunque, rimane l’obiettivo stagionale per il Milan, ma in caso di mancata qualificazione le conseguenze sulle finanze del club sarebbero comunque gestibili cercando di recuperare i mancati ricavi attraverso cessioni di calciatori e plusvalenze (Donnarumma e Suso i due “top” in rosa con il valore di carico più basso e dunque “sacrificabili” per massimizzare le plusvalenze, ndr).

«Fiducia a Montella»

Ovvio però che il nuovo Milan, costruito in estate a suon di investimenti, non può accontentarsi dopo un avvio di stagione deludente.

«Nessuno aveva pensato che con una squadra così rinnovata non ci sarebbero stati problemi, ma di sicuro siamo indietro rispetto ai programmi», ha ammesso Fassone, che ha ribadito nuovamente la fiducia della società in Vincenzo Montella.

Massimiliano Mirabelli, Vincenzo Montella e Marco Fassone (Insidefoto.com)
Massimiliano Mirabelli, Vincenzo Montella e Marco Fassone (Insidefoto.com)

«Montella è stato scelto da noi e ha tutta la nostra fiducia», ha ricordato l’ad del Milan. E di fronte alle parole del ds Massimiliano Mirabelli, che prima della partita di Europa League con l’AEK Atene aveva detto, riferendosi a Montella, che ogni persona ha il suo tempo, Fassone ha detto: «Siamo tutti a tempo. Compreso il sottoscritto».

«Basta dubbi e ironie su Yonghong Li»

Fassone, parlando con La Stampa, si è soffermato anche sugli aspetti societari ed economico finanziari, anche alla luce espressi da alcuni osservatori, non ultimo il Corriere della Sera (che ha dedicato al tema un lungo servizio su l’inserto L’Economia), sulla solidità del patrimonio del presidente del Milan, Yonghong Li.

Il presidente del Milan, Yonghong Li (foto: Daniele Mascolo)
Il presidente del Milan, Yonghong Li (foto: Daniele Mascolo)

«Questo scetticismo è anche un po’ fastidioso, se fossimo in Inghilterra in pochi ci farebbero caso. Io dico solo che la proprietà quest’anno ha fatto un aumento di capitale
di 49 milioni e non sono soldi prestati all’Ac Milan. E presto ne farà un altro. L’obiettivo è
triennale, far crescere i ricavi e poi mettere sul mercato azionario, alla Borsa di Hong Kong, una fetta della società».

«Ricavi in Cina, la nostra ricetta è diversa da quella di Suning»

«Normalmente ci sono tre gambe che sostengono un club. I diritti tv, i ricavi dallo stadio e dal merchandising. Noi ne abbiamo una quarta, il lavoro sul territorio cinese», ha spiegato Fassone. Ma la strada che il Milan intende seguire non è quella dell’Inter di proprietà di Suning.

Zhang Suning investimenti esteri cina congresso partito comunista
Erick Thohir con il presidente di Suning, Zhang Jindong (Foto Insidefoto.com)

«Loro hanno un approccio commerciale diverso: sfruttare il proprio marchio e abbinarci
quello dell’Inter. Il nostro lavoro partirà dal basso, un lavoro con gli istituti scolastici governativi compatibile con il modello didattico cinese», ha osservato l’amministratore delegato rossonero, che punta a fare leva su «merchandising e licensing».

«La scelta delle scuole è appena partita, se ne sta occupando una newco con sede a Pechino, la AC Milan Beijing Sport development».

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«A luglio i nostri progetti erano frecce tracciate sui fogli di carta. Ora è tutto più definito. Siamo fiduciosi».

1 COMMENTO

  1. Marco Spinelli. Se il Milan fallisce l’obiettivo Champions League e non ha più mezzi finanziari per rinforzare la squadre ma al contrario dovrà cedere giocatori il Vecchio Diavolo in salsa cinese verrà ricordato come una deviazione di percorso nel cammino storico della squadra rossonera.

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