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Esultanza dei giocatori del Milan (foto Insidefoto.com)

Prosegue il “contrattacco” delle dirigenza del Milan dopo i dubbi sollevati da alcuni commentatori, tra cui la conduttrice di Sky, Ilaria D’Amico (clicca qui), ma anche dal sindaco di Milano, Beppe Sala (clicca qui), sui conti del club e sulle prospettive per il futuro dal punto di vista finanziario.

Dopo il video postato ieri sui canali social del club (clicca qui), l’amministratore delegato del Milan, Marco Fassone, ha concesso una lunga intervista al Guardian in cui ha passato in rassegna tutti i temi finanziari più dibattuti da quando la società rossonera è stata acquistata dall’uomo d’affari cinese Yonghong Li.

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Di seguito la traduzione dell’intervista di Fassone al Guardian riportata da MilanNews.

OBIETTIVO STAGIONALE – «Siamo con ogni probabilità il club più internazionale in Italia. La Juventus ha più titoli nazionali, ma il calcio europeo è nel DNA del Milan. Siamo lieti di aver raggiunto la qualificazione in Europa League perché rappresenta un passo importante e sarà una priorità per noi quest’anno tornare su un palcoscenico internazionale, ma la casa del Milan per natura deve essere la Champions League. Questo è l’obiettivo che i nostri proprietari ci hanno posto: vorrebbero vedere il Milan costantemente in Champions negli anni a venire. Sanno che, dal punto di vista sportivo ed economico, cambia la vita di un club, soprattutto in Italia, perché le entrate sono impressionanti. Siamo fortunati perché questa è la prima stagione in Italia in cui quattro club si potranno qualificare alla competizione (per il 2018-19): l’obiettivo è difficile, ma non impossibile. Rappresenta il traguardo minimo che vogliamo raggiungere. Il nostro club è un gigante che ha dormito per due o tre anni, ma è come una Ferrari che è stata tenuta in un garage, e devi metterla in pista per farla sentire libera”.

Massimiliano Mirabelli, Vincenzo Montella e Marco Fassone (Insidefoto.com)
Massimiliano Mirabelli, Vincenzo Montella e Marco Fassone (Insidefoto.com)

IL DEBITO CON IL FONDO ELLIOTT – «Stiamo già lavorando per rimborsarli e lo faremo davvero presto, possibilmente all’inizio del 2018. Il tasso di interesse che il Milan sta pagando sui 120 milioni è alto ovviamente, ma non tremendo. Se consideriamo il tasso nel debito che l’Inter o la Roma hanno avuto con Goldman Sachs al momento del loro finanziamento, attorno al 6,5%, naturalmente il nostro è alto ma non qualcosa di terribile. Per la popolazione cinese vedere tassi di interesse in doppia cifra nei debiti è completamente normale».

IL FUTURO DEL CLUB – «Nel peggiore degli scenari, perché tanti tifosi mi hanno chiesto questo, nel mese di ottobre del prossimo anno il proprietario del Milan sarà Elliott. Questo è davvero il peggiore dei casi ma, giusto per rassicurazione, il futuro del club non è nebuloso. Andremo avanti con Mr Li e speriamo che il nostro progetto abbia successo: nel peggiore dei casi, bisogna stare tranquilli perché ad Elliott non sono dei disperati. E’ uno dei più grandi fondi di investimento nel mondo che potrebbe tenere il club o rivenderlo. Pagherebbero solo 300 milioni, un prezzo davvero basso, e potrebbero fare business, il loro lavoro».

Il fondatore di Elliott Management Paul Singer
Il fondatore di Elliott Management Paul Singer

SUI PIANI PRESENTATI ALL’UEFA – «Come potrete immaginare, ho un piano A e un piano B: all’UEFA ho presentato un piano più conservativo che mostra una progressione del club anche se non raggiungerà la Champions League in questa stagione. In quel caso, l’investimento sul mercato non potrebbe essere alto e dovremmo pensare anche di vendere uno dei nostri top player. Ma abbiamo anche uno scenario che dice: “Marco, cosa succede se il club non raggiunge la Champions?”. Gli investitori ed io vogliamo arrivare a quel traguardo, ma siamo preparati se non lo raggiungeremo e assicureremo la piena protezione e sicurezza del club».

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Gigio Donnarumma, (Foto: Insidefoto)

YONGHONG LI ED HAN LI – «Prima che un nuovo business inizi, hai bisogno di un paio di anni per quanto concerne le perdite: per quest’anno ed il prossimo, abbiamo previsto più perdite per il club e Mr. Li se ne sta occupando. Ha aumentato il capitale e sta investendo soldi: i tifosi lo apprezzano, non è tanto in vista ma sta spendendo soldi. Non dimenticate che questo è il più grande investimento di sempre nel calcio europeo dopo il passaggio di proprietà del Manchester United. Sperano in due/tre anni massimo di far valere il club il doppio rispetto a quanto l’abbiano pagato, ma per far sì che accada dobbiamo fare bene dentro e fuori dal campo. Han Li? Vuole conoscere tutti i dettagli del club e delle strategie che stiamo studiando. Per noi, per la nostra cultura in Italia, è molto diverso: ad esempio, l’abitudine era quella di avere proprietari e presidenti che sono molto spesso presenti fisicamente allo stadio, agli allenamenti, protagonisti di interviste. E’ come un’assicurazione per i tifosi in Italia per sapere chi esattamente sia il presidente e sapere cosa possa fare per il club».

Il presidente del Milan, Yonghong Li (foto: Daniele Mascolo)
Il presidente del Milan, Yonghong Li (foto: Daniele Mascolo)

«Avere un presidente che non sia così presente, che non rilascia interviste ed ha un profilo parzialmente sconosciuto da tutti, specialmente all’inizio rappresenta un ostacolo parziale con i tifosi. Ma ciò che vedo ora è che la situazione è diversa, i tifosi stanno supportando a livello internazionale il club e la nuova proprietà. Domenica scorsa a Crotone Han Li, ad esempio, era presente al match, e ha visto molti tifosi chiedergli foto con lui: all’inizio qualche persona un po’ sospettosa si chiedeva “Chi sono questi cinesi?”, ma ora è diverso. Ora sanno molto di più su di loro e hanno visto quanto abbiano investito per questo club: non è un proprietario che fa il suo ingresso nella società solo per speculazione, come è successo per altri club in Italia. Questa proprietà vuole far tornare grande il club e sta investendo con i suoi soldi».

Leonardo Bonucci
Leonardo Bonucci

IL MERCATO – «E’ stata una nostra decisione: avremmo potuto decidere di comprare 3 o 4 giocatori quest’anno e fare lo stesso l’anno prossimo, che avrebbe forse reso più semplice l’integrazione degli stessi nella squadra, ma con il ds Mirabelli abbiamo deciso di fare una grande rivoluzione quest’anno. Sappiamo che potrebbe volerci un anno circa per vedere integrati tutti i giocatori, ma in questo modo l’anno prossimo saremo nella posizione di cambiare magari due o tre giocatori che non renderanno nel miglior modo. E’ un rischio calcolato, secondo noi».

13 COMMENTI

    • Ma certo, vuoi mettere 7 CL con la coppa UEFA. Quando il tifo raggiunge questi livelli di faziosità è veramente comico, caro Mirko.

  1. Mi piacerebbe capire a quanto ammonti davvero la cifra che Li dovrà restituire ad Elliott entro ottobre 2018. Da qualche parte leggo 130 milioni circa, da qualche altra 350…c’è una “piccola” differenza…

    • Dopo l’emissione dei 2 bond e il rimborso da parte del Milan del prestito infragruppo da 73 milioni erogato da Rossoneri Sport Lux, i debiti verso Elliott sono così ripartiti:

      Debito Rossoneri Sport Lux (Yonghong Li) verso Elliott = 227 milioni
      Debito AC Milan verso Elliott = 73 milioni (primo bond sottoscritto da Elliott) + 55 milioni (secondo bond sottoscritto da Elliott) = 128 milioni

      • Ora mi è più chiaro. E se non vuol perdere il Milan, Yonghong Li entro ottobre 2018 deve restituire ad Elliott sia i 227 sia i 128 milioni, esatto?

        • Esatto.

          Per rimborsare i 227 il piano A è quello di ottenere lo sblocco dei capitali (compresi quelli dei suoi soci) che Yonghong Li ha in Cina, il piano B è quello di quotare il Milan ad Hong Kong e con il ricavato dell’Ipo rimborsare Elliott.

          Per rimborsare i 128 milioni il Milan sta valutando di rifinanziare il debito (allungando la scadenza e abbassando gli interessi) con una primaria banca internazionale (dovrebbe essere Goldman Sachs).

  2. Ma con BP che cuba o 236 o 264 milioni di Euro di fatturato come può essere possibile ripagare questi debiti in cosi breve tempo?
    Oltretutto sono debiti che generano interessi passivi per circa 25/30 Milioni l’anno facendo una media a spanne dei tassi a cui sono stati contatti.
    A questi debiti di natura finanziaria si aggiungono i debiti (pluriennali) verso le altre società per i cartellini dei giocatori acquistati.
    A questo poi si deve aggiungere la gestione corrente degli stipendi.
    Francamente non mi capacito come possano a gestire la cassa con tutti di debiti pluriennali e correnti che hanno con quel fatturato cosi scarso.
    Certo potrebbero non pagare le società di calcio per i cartellini e aspettare che le stesse si rivolgano ai fideiussori e guadagnare tempo…ma pure i fideiussori in qualche modo si saranno cautelati. Ritenete possibile che i fideiussori ad esempio si possano prendere il cartellino di Biglia ad esempio se il Milan non paga la Lazio alla data (oppure i fideiussori abbiano già in garanzia il cartellino)?

    • Il debito del Milan verso Elliott sarà molto probabilmente rimborsato accendendo un nuovo finanziamento con una primaria banca internazionale (dovrebbe essere Goldman Sachs). Questo permetterà di allungare la scadenza del debito e di avere tassi di interesse più bassi.

      Per il resto, crediamo che Fassone sia stato molto chiaro. Se il piano A (crescita dei ricavi con Champions e Cina) non dovesse andare, passano al piano B (fanno cassa col prossimo mercato). Anche per questo il rinnovo di Donnarumma era fondamentale.

  3. a mio avviso il mancato pagamento dei cartellini agli altri club è un’ipotesi molto marginale nel senso che gli inadempimenti di questo tipo tra i club sono situazioni piuttosto rare e che le società tendono ad evitare (ivi compreso il ricorso alle fideiussioni, circostanza che chiuderebbe o che renderebbe molto difficile il ricorso al mercato di questi strumenti di garanzia).
    per il milan vorrebbe dire valorizzare e monetizzare i giocatori che ad oggi non costituiscono voci di bilancio in ammortamento (leggi tra gli altri Donnarumma e Calabria) ovvero cedere a valore superiore rispetto all’acquisto gli altri, tenendo presente che in assenza di qualificazione in champions league e al netto di qualche caso di particolare rendimento o prospettiva può non essere facile ed immediato monetizzare seriamente i giocatori.

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