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Luciano Spalletti, allenatore dell'Inter (Foto: Insidefoto)

Il calendario iniziale dell’Inter è tutt’altro che semplice, ma i nerazzurri all’esordio contro la Fiorentina non hanno avuto grandi difficoltà e hanno battuto i viola per 3-0. Alla seconda giornata c’è però un’altra trasferta tutt’altro che semplice: i nerazzurri affronteranno all’Olimpico la Roma. Grande attesa per il ritorno di Spalletti, che torna nella capitale da avversario dopo un addio che ha generato non poche polemiche soprattutto per la gestione di Francesco Totti.

L’argomento “Pupone” non poteva quindi non essere affrontato nella conferenza della vigilia: Se incontro Totti sarò ben contento di abbracciarlo. Tra me e lui nessun conto in sospeso, da parte mia è così. Sarà un piacere rivederlo – ha detto il tecnico -. Penso di conoscerlo abbastanza bene. L’ho visto sorridente, perfettamente nella sua persona durante il sorteggio Champions. Ho ricevuto molta qualità da Francesco, mi ha fatto vivere partite splendide, ha segnato gol da falso nueve di grande qualità. Io ormai alleno l’Inter e ho un vero nueve, Mauro Icardi, e lo alleno con grande piacere, mi riempie tutti gli spazi di pensiero“.

 

Il Mister toscano ha voluto ricordare anche alcuni dei giocatori allenatori in giallorosso: A Roma ho avuto tanti grandi calciatori. La Roma ha un motore e una scocca forte, ha Manolas, Strootman, De Rossi, Nainggolan, Dzeko, Perotti, Alisson… Dicono siano in difficoltà col terzino destro, lo sceglierei volentieri e metterei Florenzi per l’affetto che nutro per lui, lo rivedrei in campo come avversario, è bene che giochino quelli forti. C’è Emerson che doveva fare il parcheggiatore a Trigoria e invece giocherà in Nazionale perché è fortissimo. Ventura me lo chiese prima di proporgli di vestire l’azzurro“.

A poche ore dalla chiusura di questa sessione, Spalletti è stato interrogato dai giornalisti anche sul mercato. In un primo momento c’era chi si aspettava rinforzi di maggiore spessore, ma l’allenatore nerazzurro prova a guardare quanto di positivo è arrivato: “Fossimo stati più ordinati all’inizio del mercato si poteva mirare subito a quello che era il percorso che dovevamo fare. Invece all’inizio abbiamo mirato obiettivi diversi che non si sono portati a casa. Nel calcio capita di dover modificare il percorso, io sono orgoglioso di averlo fatto con il club in base alle situazioni che ci chiamavano in causa“.

Non tutto è però da considerare negativo: “Non sono deluso – continua – l’Inter ha già i suoi campioni. Ho a disposizione le mie stelle, solo che qualcuna va un po’ rispolverata”.