plusvalenze monaco calciomercato 2017 2018
Mbappe, Falcao e Bakayoko con le loro scarpe

La stagione del Monaco appena conclusa sarà certamente ricordata dai tifosi monegaschi come una delle più spettacolari e vincenti degli ultimi anni. Dopo la finale di Champions League persa 13 anni fa all’Arena aufSchalke di Gelsenkirchen, l’annata 2016-17, con la semifinale (persa) contro la Juve ma soprattutto la vittoria del campionato, entra di diritto negli annali della storia biancorossa.

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Come già analizzato su CF, va sottolineato che il capolavoro sportivo è stato ottenuto alla luce di una politica societaria aggressiva e spregiudicata, che presto potrebbe però chiedere il conto, in termini di sostenibilità e qualità della rosa.

Dal neomecenatismo al player trading: come è cambiato il business model del Monaco

Nel modello monegasco infatti, che paga limiti strutturali come bacino d’utenza e campionato di appartenenza, la squadra è l’unico asset a disposizione della proprietà per generare ricavi, con i suoi pro e contro.

Come si può notare dalla tabella, il Monaco negli ultimi 5 esercizi ha fatto un massiccio e crescente ricorso alla cessione dei suoi migliori giocatori per tenere a galla i conti. Tuttavia, paradossalmente, proprio al culmine di questa “escalation” è arrivato il titolo francese.

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Capacità di costruzione e gestione della rosa, scouting e valorizzazione dell’academy sono quindi le armi che la società ha usato per portare risultati di grande livello e in grande stile (quasi 3 gol a partita). Ciò è ancora più significativo considerando che l’età media della prima squadra è la più bassa sul periodo (che considera le ultime 10 stagioni).

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La grande attenzione e lungimiranza ha portato la dirigenza ad allestire una rosa competitiva anche su più fronti (a livello europeo chiedere al Man City di Guardiola per informazioni), con un alto tasso di efficienza valore/risultati.

Considerando i top 5 campionati europei, il club monegasco è la squadra campione col valore della rosa (seppur cresciuto del 115% nel periodo) e l’età media più bassa. Anche tra le 4 semifinaliste di Champions League il Monaco dispone ampiamente dei giocatori mediamente più giovani e con la rosa di minor valore.

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I giovani campioni del Principato sono quindi stelle molto appetibili dai top club europei, per età e margini di crescita. In questa sessione di calciomercato sono infatti al centro delle notizie, come sicuri partenti.

La dirigenza si trova quindi a un bivio: tenere i campioni e dare continuità al progetto o vendere per reinvestire su nuovi profili. Per ora la strada perseguita sembra la seconda (e non è detto che sia quella sbagliata). Come già detto, bisognerà vedere la sostenibilità di questa politica.

La tabella di seguito ci aiuta a delineare la panoramica della situazione.

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Secondo varie fonti, per i giocatori considerati, il Monaco ha sborsato la “modica” cifra di € 67,7 mln. Se le voci si tramutassero in trasferimenti, le cifre abbordabili (seppur formalizzate su contratti di lungo respiro e quindi con ammortamenti annuali sostenibili, ma alti valori di carico) si trasformerebbero in corpose plusvalenze.

Secondo i nostri calcoli, (ricostruiti con cifre non ufficiali) le plusvalenze totali per 7 giocatori sarebbero pari a € 343,5 mln, per un ritorno di 5 volte l’esborso iniziale.

Se Bernardo Silva e Bakayoko sono ormai ufficiali, probabilmente non tutti i giocatori troveranno sistemazione in questa finestra di mercato: tuttavia, la potenzialità della situazione è un’arma che difficilmente i dirigenti monegaschi non gestiranno al meglio.

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