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Jamie Vardy (Insidefoto.com)

Il presidente dell’Uefa Aleksander Ceferin vuole correre sulle riforme economiche, ma frena nettamente su quelle relative all’introduzione della tecnologia nel calcio, più in particolare a proposito della VAR (la video assistenza all’arbitro ovvero la moviola in campo).

Nei giorni scorsi il presidente aveva parlato di tetto salariale ma anche di limitazioni alle rose dei vari club imprimendo una accelerata ad un dibattito che – come sottolineato da calcioefinanza.it – lo trova concorde con il presidente Gianni Infantino.

Più cauto, invece, è risultato sull’introduzione della VAR.

In questa stagione molte polemiche ha suscitato, ad esempio, l’arbitraggio di Real Madrid – Bayern Monaco, con diversi errori parsi (ai dietrologi) decisivi ai fini del risultato.

Ceferin afferma a tal proposito che l’UEFA non ha piani, a differenza della FIFA, per introdurre la tecnologia video.

L’uso dell’Arbitro Video Assistant (VAR) non è stato particolarmente felice nella recente Coppa delle Confederazioni dove era destinato ad essere una prova a secco per la Coppa del Mondo di quest’anno.

Il presidente della FIFA Gianni Infantino è convinto che la VAR sarà un passo positivo, ma Ceferin non è così sicuro.

“La VAR richiederà molti test per convincermi”, ha detto. “Non rifiutiamo la tecnologia, ma la UEFA non ha ancora intenzione di presentare l’assistente video. Certo, la tecnologia fin qui è riuscita a convincere numerosi critici”.

Ma quel che non convince Ceferin è proprio la tempistica dell’adozione: “Non dobbiamo distruggere il flusso del gioco – ha spiegato – lasciando che l’azione venga bloccata ogni 10 minuti”.

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