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Naming Rights San Siro – L’accordo siglato tra Allianz, Lagardere-Sportfive e la Juventus che porterà lo Juventus Stadium di Torino ad essere ribattezzato Allianz Stadium, ha riacceso i riflettori sul tema dei naming rights degli stadi italiani. Tema complesso, in quanto, fatta eccezione per Juventus, Sassuolo e Udinese, nessun altro club di Serie A è al momento proprietario dello stadio, anche se alcune società (come Roma e Fiorentina) hanno progetti che vanno in questa direzione.

Su questo tema, oggi il Corriere dello Sport ha indicato la volontà del gruppo Suning, azionista di controllo dell’Inter, di dare allo stadio di San Siro il nome di uno sponsor per le gare interne della squadra nerazzurra. Questa iniziativa rientrerebbe nel piano del gruppo cinese presieduto da Zhang Jindong per far crescere i ricavi commerciali dell’Inter sulla scia di quanto fatto con i centri di allenamento – “Suning Training Center in memoria di Angelo Moratti” e “Centro di Formazione Suning in memoria di Giacinto Facchetti” – e dopo aver messo il marchio Suning.com sulle maglie da allenamento e sulle tute della prima squadra.

Zhang Jindong

Operazione complicata visto che San Siro non è di proprietà dell’Inter, ma – viene sottolineato dal Corriere dello Sport –  non impossibile.

Naming Rights San Siro, la convenzione con il Comune di Milano

Proprio perché San Siro non è di proprietà dell’Inter, per cercare di capire quali sono gli spazi di manovra a disposizione di Suning è utile esaminare quanto prevede la convenzione relativa alla concessione dello stadio Meazza sottoscritta dalla società nerazzurra e dal Milan nel luglio del 2000 e in parte modificata ed emendata nel corso degli anni.

In base alla convenzione, l’amministrazione comunale di Milano ha concesso solidalmente alla FC Internazionale Milano SpA e al Milan AC SpA l’uso e la gestione dello stadio “G. Meazza”.

La concessione – si legge nel documento – ha oggetto la gestione dello stadio, degli altri immobili accessori e dell’area di pertinenza, per lo svolgimento di attività sportiva, ricreativa, di spettacolo e da conseguentemente diritto di esercitare senza soluzione di continuità ed in via permanente (per tutti i giorni della settimana) congiuntamente e disgiuntamente tutte le attività connesse e compatibili nonché le attività accessorie e complementari.

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Lo stadio San Siro (Milan-Inter, Milano)

Tra queste attività accessorie e complementari, che Inter e Milan possono decidere se realizzare congiuntamente o disgiuntamente tra loro, la convenzione indica anche le attività pubblicitarie.

Nel dettaglio, in base alla convenzione con il Comune di Milano, ad Inter e Milan viene data la possibilità di gestire (congiuntamente o disgiuntamente) la pubblicità cartellonistica, fonica e luminosa e ogni altra attività pubblicitaria possibile all’interno e all’esterno dello stadio o comunque collegata allo stadio.

La convenzione prevede inoltre la possibilità di utilizzare la denominazione stadio “Meazza” o “S. Siro” o “Stadio Meazza di San Siro” e di creare registrare e utilizzare marchi riferiti allo (o aventi ad oggetto lo) stadio. Il tutto – viene specificato nell’articolo 1 della convenzione – nei limiti delle vigenti norme e fatta salva la possibilità dell’Amministrazione Comunale di utilizzare tale denominazione esclusivamente ai propri fini istituzionali.

L’articolo 5 della convenzione prevede poi che gli introiti derivanti dalla gestione, e ciò con riferimento a tutte le attività esercitate, ivi comprese quelle inerenti la pubblicità cartellonistica, fonica e luminosa, sono di esclusiva spettanza delle concessionarie (Inter e Milan) e che si intendono a carico delle concessionarie tutte le spese digestione dello stadio e delle attività connesse.

 

Naming Rights San Siro, la cogestione tra Inter e Milan

L’altro tema rilevante è quello relativo alla coabitazione di Inter e Milan a San Siro e la cogestione dell’impianto tra i due club attraverso il veicolo M-I Stadio. Per procedere secondo la strada indicata nell’articolo del Corriere dello Sport, l’Inter dovrà per forza di cose confrontarsi con la dirigenza del nuovo Milan cinese.

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Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala (Insidefoto.com)

In questo senso una sponda potrebbe arrivare dal sindaco Giuseppe Sala, che in più di un’occasione si è espresso a favore di un San Siro ristrutturato e condiviso da Milan e Inter.

«Al momento – aveva affermato Sala prima dell’ultimo derby – credo che la via da percorrere sia quella di una struttura in condivisione, ma più vicina alle esigenze delle due squadre. La mia idea di “San Siro per due” è di un impianto fortemente caratterizzato per entrambe le società, con spazi esterni esclusivi uno per Inter e uno per Milan, ad esempio».

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