Gli occhi dei tifosi sono sempre più vispi e la loro presenza è sempre più fitta sulle gradinate, con numeri da far impallidire, a volte, alcune squadre di Serie A. La Lega Pro nelle ultime stagioni ha accelerato e oggi sa di poter contare su un solido zoccolo duro affascinato dal pallone in campo “la domenica alle tre”.

Certo, aver avuto in questi anni piazze celebri del calcio italiano come Parma, Venezia, Foggia, Lecce o Messina ha aiutato – alla grande – le medie-record dei tassi di riempimento degli stadi; ma insieme alla notorietà delle nobili decadute, un impatto non banale lo hanno avuto le precise scelte strategiche che hanno incollato gli spettatori ai seggiolini sugli spalti.

La Lega Pro, per trovare una sua anima e non sentirsi schiacciata dalle ingombranti sorelle maggiori, ha attivato negli anni le antenne e ha capito come far sentire a casa i tifosi, suo vero asset strategico. Così sono nate le iniziative che hanno spinto i club a coinvolgere sempre di più le tifoserie, tanto da convincere il management della Lega a immaginare di poter premiare i club più ricettivi con 20 punti bonus nella dinamica del rating pensata dal presidente Gabriele Gravina.

“Il tema del coinvolgimento del territorio nella gestione del club trova da tempo, e non solo nel nostro Paese, riscontri sempre più frequenti, attraverso forme di azionariato popolare ovvero di trust di tifosi“, scrive la Lega nei suoi documenti che spingono, appunto, ad adottare “forme di radicamento territoriale e di fidelizzazione”.

Se quello del trust è, diciamo così, l’obiettivo massimo da raggiungere, i club di Lega Pro in questi mesi hanno avuto la possibilità di esplorare nuove strade per incentivare la partecipazione dei tifosi. Fondamentali le politiche di prezzo, con il principio di reciprocità sancito con il codice di autoregolamentazione del 2017. Semplice-semplice: il biglietto del settore ospiti deve costare come quello più economico messo a disposizione dei tifosi di casa e il 15% degli incassi va riconosciuto al club ospite.

“Le società sportive, in osservanza del ‘Protocollo Fair Play’ e dei principi di ospitalità e correttezza che devono caratterizzare le competizioni di Lega Pro – si legge nel fresco codice – dovranno consentire anche alla tifoseria ospite di poter acquistare i biglietti per assistere alla gara al medesimo costo di quelli venduti alla tifoseria locale. A tal fine il costo del biglietto per i tifosi ospiti non potrà superare il costo del biglietto in vendita per la gara avente l’importo più basso (escluse eventuali riduzioni o promozioni)”. La pena è cara: 15mila euro per chi trasgredisce.

In generale, il board della Lega vede come “indispensabile” un confronto continuo tra le società e i tifosi, perché ogni territorio ha le sue necessità e perché la cultura del calcio non va solo tutelata, ma anche coltivata: “Le gare della prima squadra ma anche quelle del settore giovanile – scrive la Lega nei suoi documenti – devono diventare occasione di ritrovo, di attività, di socializzazione, comprendendo dei ‘Village’ più o meno stabili a disposizione delle famiglie e di tutte le associazioni del territorio”.

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