Una decina di km in linea d’aria separano l’Estadio Santiago Bernabéu dall’Estadio Vicente Calderón, a Madrid. Ed è su questa distanza che, nel giro di una settimana, Real e Atlético si giocheranno l’accesso alla finale di Champions League 2016/2017.

I due stadi di Madrid hanno scritto la storia del calcio europeo, attraverso la visione moderna di due presidenti, un calciatore-architetto e una Coppa Intercontinentale vinta da “squadra di riserva”. Andiamo a scoprirli qui di seguito.

Estadio Santiago Bernabeu

(inaugurazione: 1947 – capienza: 81.044)

Il Bérnabeu, che ospiterà la gara d’andata, martedì 2 maggio, è il più vecchio dei due. Inaugurato nel 1947, dopo tre anni di lavori, all’epoca costò circa 290 milioni di pesetas – oggi poco più di 200 milioni di euro.

Era stato voluto dall’allora neo-presidente del Club, Santiago Bernabéu, che era riuscito a ottenere un prestito per acquistare il terreno adiacente all’Estadio Chamartín. Il vecchio impianto, infatti, era esattamente a fianco a dove sarebbe sorto il nuovo, sul luogo dove oggi c’è il centro commerciale La Esquina del Bernabéu (all’angolo con Plaza de los Sagrados Corazones, sul lato sud-est dello stadio attuale).

Oltre alla posizione, c’è un altro filo conduttore, ancor più significativo, che lega i due stadi. L’architetto del primo Estadio Chamartín progettò anche il “Nuevo” stadio del Real – che oggi conosciamo come intitolato al presidente Bernabéu – ed era José Maria Castell: figura mitica per la storia del Real e caso più unico che raro di calciatore prima, e progettista dello stadio poi, per lo stesso Club. Castell, infatti, giocò nel Real Madrid fino al 1919 – essendone anche capitano – prima di ritirarsi e dedicarsi alla professione di architetto, che lo portò a progettare entrambi gli stadi della squadra con la quale aveva anche vinto la Copa del Rey nel 1917.

architettura stadi madrid caratteristiche storia

Proprio come accade quest’anno, anche nella semifinale della Coppa dei Campioni 1958/59 si giocò il derby “europeo” fra Real e Atlético – con la gara d’andata anche in quel caso sul campo delle merengues. Il 2-1 per il Real venne equilibrato dall’1-0 per l’Atlético nel ritorno, e servì una terza partita di spareggio per decidere la squadra vincente: si giocò in campo neutro a Saragozza e vinse il Real 2-1, volando in finale, dove avrebbe trionfato contro lo Stade Reims.

Estadio Vicente Calderón

(inaugurazione: 1967 – capienza: 54.907)

In quella doppia sfida europea del 1959, però, l’Atlético non giocava ancora nell’impianto attuale, bensì all’Estadio Metropolitano, casa dei Colchoneros dal 1923 e soltanto a un paio di km di distanza dallo stadio del Real (dove oggi c’è Plaza Ciudad de Viena, non lontano dal Politecnico).

Il Vicente Calderón venne inaugurato nell’ottobre del 1967 – dopo quasi sei anni di lavori e un costo che si aggirava attorno ai 450 milioni di pesetas (oggi circa 60 milioni di euro) – e nella semifinale di ritorno in programma il prossimo 10 maggio si appresta a vivere l’ultima partita europea della sua storia.

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L’Atlético Madrid, infatti, è pronto a lasciare lo storico impianto intitolato al presidente che, proprio negli anni ’60, prese in mano il Club e lo salvò dal fallimento. Sotto la guida di Vicente Calderón, l’Atleti vinse quattro campionati e, curiosamente, una Coppa Intercontinentale da “squadra di riserva” (nel 1974): i biancorossi di Madrid erano, infatti, stati sconfitti in finale di Coppa Campioni dal Bayern ma i tedeschi avevano poi rinunciato a partecipare alla successiva sfida iridata contro l’Independiente (che l’Atlético vincerà 2-0 in casa, ribaltando lo 0-1 dell’andata in Argentina).

Il passaggio al nuovo Wanda Metropolitano sarà realtà dalla prossima stagione, mentre il destino del Calderón è segnato, con la demolizione prevista nel 2018.

Sparirà dunque uno degli stadi più caratteristici d’Europa (comparso anche nelle scene di “Altrimenti ci arrabbiamo”, con Bud Spencer e Terence Hill) e probabilmente l’unico ad abbinare due caratteristiche già di per sé rare da trovare singolarmente in altri impianti del continente: il Calderón, infatti, sorge sulla riva di un fiume (come il Craven Cottage di Londra, o il Millenium Stadium di Cardiff che ospiterà la finale di Champions League) ma ospita anche il passaggio del tratto autostradale di circonvallazione cittadina sotto la tribuna principale (caso simile all’Amsterdam ArenA).

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