Il Tas conferma il divieto per le TPO: "Non viola il diritto dell'Unione Europea"

Il Tas di Losanna conferma il divieto per le Third Party Ownership. Il Tribunale arbitrale dello Sport ha riconosciuto la validità del divieto imposto dalla Fifa sulle Tpo, ovvero la proprietà dei…

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Il Tas di Losanna conferma il divieto per le Third Party Ownership. Il Tribunale arbitrale dello Sport ha riconosciuto la validità del divieto imposto dalla Fifa sulle Tpo, ovvero la proprietà dei cartellini dei calciatori da parte di soggetti terzi rispetto al giocatore stesso e al club di appartenenza. Secondo il Tas, che ha di fatto respinto il ricorso del FC Seraing, club belga, il divieto è assolutamente compatibile con le leggi dell’Unione Europea. Ad annunciare la decisione del tribunale – ultimo grado di giudizio in materia sportiva – è stata la FIFA in una nota.

Il club belga Seraing nel 2015 era stato punito dalla disciplinare Fifa e poi dalla Corte d’appello per aver violato le norme relative alle Tpo e aveva fatto ricorso contro il divieto. Alla società è andata male anche se il club si è comunque visto ridurre da 4 a 3 le sessioni di mercato in cui non potrà operare proprio per la violazione del divieto di TPO sancito dalla FIFA. 

“Con questa decisione – scrive la Federazione internazionale nella nota – arrivata dopo un esame approfondito e completo degli argomenti sollevati e dopo l’analisi di tutte le disposizioni di legge, soprattutto del diritto dell’Unione europea, nonostante una leggera riduzione del divieto di trasferimento originale imposto da quattro a tre periodi di tesseramento, il TAS ha riconosciuto e confermato la validità del divieto di FIFA per le TPO“.Un divieto adottato, ricorda la FIFA, “al fine di preservare l’indipendenza della società e calciatori, in materia di reclutamento e il trasferimento, e per garantire l’integrità delle competizioni”.

La conferma ufficiale è arrivata oggi dal TAS con un comunicato ufficiale:

Quello delle TPO è un argomento caldo. Ricorderete, in estate con il passaggio di Paul Pogba dalla Juventus al Manchester United si era parlato proprio di una TPO mascherata, dato che la Juventus ha dovuto sborsare parte dell’incasso all’attuale procuratore del talento francese, Mino Raiola. A spiegare il meccanismo della ‘tassa-Raiola’ fu l’ad dei bianconeri, Beppe Marotta, durante l’assemblea del club tenutasi a Torino a fine ottobre: secondo i patti l’agente avrebbe incassato 18 milioni in caso di cessione per un prezzo inferiore ai 90mln e 27mln se il prezzo di vendita fosse stato (come è stato) superiore.