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Paul Pogba

Sin dal momento in cui la Juventus ha comunicato di aver ceduto Paul Labile Pogba per 105 milioni di euro generando una plusvalenza di 72,6 milioni, chiunque si è interessato nelle ultime settimane al “caso Pogba” si è chiesto dove fosse finita la differenza.

A fronte di un costo di carico intorno ai 4,7 milioni, secondo i fatti precedentemente alla chiusura dell’accordo da CF – calcioefinanza.it, la plusvalenza su 110 milioni di euro avrebbe dovuto essere di circa 105,3 milioni.

Ma già nei giorni precedenti era emerso qualcosa di curioso a proposito delle commissioni che sarebbero andate a Raiola, tant’è che molte fonti affermavano che sarebbe stato il Manchester United a dover pagare al procuratore una supercommissione che avrebbe portato a quasi 130 milioni l’importo complessivo dell’affare.

Ed invece si è chiuso a 105 (più 5 di bonus). Con 72,6 di plusvalenza. Qui il dettaglio:

Pogba

Questo è ciò che ha generato le reazioni dei tifosi juventini che si chiedono innanzitutto se Pogba sia stato adeguatamente valorizzato.

Ma tra gli operatori e i giornalisti in molti si sono chiesti se sotto la dicitura commissioni non si celi una Tpo, vale a dire che una percentuale del cartellino fosse di proprietà dello stesso Raiola o di Pogba.

Per chiarezza: le TPO, acronimo di “Third party ownership” (di fatto dei “fondi di investimento” nel calcio) sono state bandite dalla Fifa a partire dal 1° maggio 2015, con la deroga per quelle in essere a quella data che però dovevano obbligatoriamente estinguersi al successivo trasferimento del calciatore coinvolto.

Non ci sarebbe quindi nulla di illegale in una eventuale partecipazione. Ed è bene sottolinearlo più volte.

Secondo alcuni il fatto che la Juventus abbia incassato tutta la cifra del trasferimento e poi pagato a Raiola le commissioni porterebbe a escludere l’esistenza di una Tpo. Altrimenti il Manchester avrebbe dovuto pagare 80 milioni alla Juventus e 25 milioni direttamente a Raiola o al soggetto giuridico eventualmente intestatario della partecipazione.

Una spiegazione logica, che tuttavia lascia un dubbio: se la Tpo è mascherata perchè proprio i contraenti avrebbero dovuto infine smascherarla?

Del resto per il Manchester United – che dopo gli affari Ibrahimovic e Mkitharian è più che in ottimi rapporti con Raiola – pagare il giocatore corrispondendo cifre in una o due soluzioni non avrebbe fatto alcuna differenza.

Al limite possiamo anche non chiamarla TPO ma quel che è chiaro è che se devi pagare un quinto del valore del giocatore al suo procuratore al momento della cessione non sei pienamente titolare del cartellino di quel giocatore.

Quel che è chiaro è che un 20% a titolo di commissione è una enormità se non si è in presenza di accordi di altro tipo. E quel che è chiaro ed anomalo al tempo stesso è che curiosamente la Juventus ha pagato due volte le commissioni a Raiola: al momento della cessione e prima ancora nel 2012 quando Pogba venne ingaggiato dalla Juve.

Una cessione a parametro zero ma non senza esborso: era il 4 agosto 2012 e la commissione incassata da Raiola fu pari a 1,635 milioni.

Perchè allora pagare nuovamente la commissione?

E perchè nei giorni precedenti all’affare è circolata incessantemente la notizia che doveva essere il Manchester United a pagare le commissioni a Raiola, facendo intendere così che i 105 milioni erano la cifra destinata in toto alla Juventus?

Sulle TPO già nei mesi scorsi avevamo espresso un parere affermando che TPO (osteggiate ma non fuorilegge prima del maggio 2015) e comproprietà (e da un punto di vista di etica sportiva anche i prestiti) sono discendenti dello stesso male sportivo visto che in tutti questi casi la gestione di un calciatore non è ricondotta ad una unanimità di interessi sia economici che sportivi.

Per questo deve essere chiaro che non è in atto nessuna caccia alle streghe. Tuttavia pare corretto che intorno al più oneroso affare di calciomercato della storia ci sia la giusta chiarezza, anche per inquadrare, da giornalisti, non da giudici, una volta per tutte i reali rapporti di forza squadre – procuratori ai tavoli delle trattative.

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