Estate 2014: Silvestre e Duncan. Gennaio 2015: Bonazzoli. Gennaio 2016: Dodò e Ranocchia, più Eder. Estate 2016: di nuovo Dodò. Senza dimenticare Icardi che presto potrebbe avere in Patrik Schick il proprio emulo sull’asse Sampdoria – Inter.
Romei e Ausilio ne hanno parlato un mesetto fa. L’Inter di Suning promette di fare grandi cose, e sembra essere in grado di tirare fuori 25 milioni di euro, ovvero la clausola rescissoria del ceco. Ieri però il ds Osti ha frenato definendo la cosa «una fantasia». Così, l’Inter per ora vedrà l’attaccante soltanto da avversario, lunedì sera al Meazza.
Molti, in termini di mercato, parlano dei legami Milan – Genoa. Ma l’asse Milano Genova negli ultimi anni è stato anche Sampdoria – Inter. Ne parla oggi La Repubblica Genova senza trascurare i malumori dei tifosi blucerchiati per questo rapporto.
Un rapporto fatto di tanti affari, non soltanto negli anni dell’attuale gestione Ferrero-Romei. Già con la famiglia Garrone, prima Riccardo e poi Edoardo, Inter e Sampdoria andavano volentieri a braccetto. Tanto che nell’annus horribilis della retrocessione la protesta dei tifosi doriani si scatenò contro il commercialista Antonio Guastoni, vicepresidente dell’allora Sampdoria Holding nonché interista e piccolo azionista nerazzurro.
Uno degli artefici della cessione di Pazzini, nel gennaio 2011, al club milanese per 12 milioni più il cartellino di Biabiany.
Due anni dopo come già ricordato toccò a Icardi accasarsi all’Inter, dopo un braccio di ferro infinito per il rinnovo del contratto con la Samp e un affare chiuso a 13 milioni.
Ora l’uomo in ottimi rapporti con i nerazzurri è Antonio Romei, che ha sempre ammesso di «tifare Inter prima di essere conquistato dalla Sampdoria». L’avvocato che ha raddrizzato il bilancio di Corte Lambruschini e si sta occupando di rivoluzionare il quartier generale di Bogliasco e il Ferraris è molto legato al ds nerazzurro Ausilio, tanto che da tre anni in ogni sessione di mercato almeno un affare tra Inter e Sampdoria è all’ordine del giorno. E molto spesso si concretizza.
Ai blucerchiati andò molto bene nel 2014, con Silvestre e Duncan. Il primo, arrivato gratis con stipendio pagato in parte dalla stessa Inter, oggi è una colonna insostituibile nella difesa di Giampaolo; il secondo nel giro di un anno permise una plusvalenza di circa 3 milioni grazie alla vendita al Sassuolo.
Meno bene il resto. I sei mesi di Ranocchia, la scorsa stagione, coincisero con il crollo della Samp sotto la gestione Montella. Mentre per Dodò e Bonazzoli i vertici doriani dovranno trovare una soluzione non facile. Bonazzoli, al di là dell’espulsione lampo di domenica scorsa in Brescia-Vicenza, con il club lombardo ormai sta trovando sempre meno spazio. Finora ha segnato 2 gol in 24 partite, non proprio un bottino da bomber. Ma l’anagrafe dice che l’attaccante ha soltanto 19 anni, e un contratto con la Sampdoria fino al 2019.
In ogni caso a Corte Lambruschini converrà prolungare il contratto per non perdere del tutto un investimento da 4,5 milioni di euro (l’Inter allora si era cautelata con un diritto di controriscatto fissato a 9 milioni).
Decisamente più complicata la questione Dodò. Tornato la scorsa estate in prestito biennale con obbligo di riscatto a 5 milioni (la stessa formula usata per la cessione di Eder) con la Samp ha firmato per cinque anni. Nella prossima estate i blucerchiati potrebbero anche anticipare il riscatto per poi cercare direttamente una sistemazione al brasiliano.