malagò italia senza mondiale conseguenze
Giovanni Malagò, presidente del CONI - Photo Samantha Zucchi Insidefoto

L’Olimpico casa della Nazionale, quando e se entrambe le squadre della Capitale si trasferiranno nei loro rispettivi stadi di proprietà. È da anni una suggestione del panorama calcistico italiano e oggi con il nuovo accordo sulla realizzazione dello stadio della Roma e con Claudio Lotito tornato a chiederne uno per la Lazio ecco che Giovanni Malagò – in campagna elettorale per il rinnovo al CONI- ci pensa: “Il giorno in cui Roma e Lazio avranno uno loro stadio si potrebbe anche fare un accordo con la Federcalcio e far diventare l’Olimpico lo stadio della Nazionale, come avviene in Inghilterra con Wembley“, ha spiegato il numero uno dello sport italiano chiacchierando con i giornalisti.

L’idea non nasce, ma risorge grazie al nuovo accordo sullo stadio dei giallorossi chiuso nella serata di venerdì dal club e dall’amministrazione Raggi. Malagò sorride: “Siamo molto felici che si sia sbloccato lo stadio della Roma anche se perdiamo un cliente molto importante. Noi abbiamo sempre e solo voluto parlare di stadio e non di progetto, per tutti gli altri aspetti, dall’urbanistica alle cubature, sono cose che riguardano i tecnici”, ricorda.

Un accordo che ha portato anche la Lazio a reclamare la possibilità di costruire il suo stadio: “Noi come Coni siamo assolutamente altrettanto felici che la Lazio abbia un suo stadio – precisa Malagò – e faremo un endorsement né più né meno di quello che abbiamo fatto per lo stadio della Roma. Fermo restando che sui temi urbanistici e di sicurezza non entriamo nel merito: siamo i primi a tifare affinché i due club di Roma abbiano un loro stadio, il futuro è questo. Speriamo che si sia fatto da apripista per tante città in cui le società sono in trattativa con i Comuni”.

Quando gli si ricorda che però Lotito ha detto no al Flaminio, impianto storico della Capitale da anni in disgrazia e ora sulla via della riqualificazione, Malagò non perde l’occasione per tirare una stoccata proprio al primo cittadino di Roma, colpevole di aver rinunciato ai giochi olimpici del 2024: “Se la Lazio non è interessata al Flaminio è una scelta e si deve rispettare – sostiene Malagò – Il Flaminio è del Comune, ho letto diverse cose che riguardano questo impianto. Noi un’idea sul Flaminio ce l’avevamo, ora spetta al Comune tirar fuori delle soluzioni”.

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