Il 2016 è stato l’anno degli Europei di calcio e delle Olimpiadi e il loro effetto mediatico ha dato una spinta al mercato pubblicitario italiano che si è chiuso con un +1,7% complessivo in un mercato italiano che vale 6,4 miliardi. Lo riporta l’analisi Nielsen ripresa questa mattina da un articolo di Milano Finanza.

A trarne vantaggio è stata la televisione, che continua a dominare la scena: i 3,84 miliardi di investimenti in advertising destinati al piccolo schermo rappresentano il 60% della spesa totale, un dato in crescita rispetto al 58% del 2015.

Avvantaggiate la Rai e Sky Italia, che hanno trasmesso i due eventi di richiamo: la tv di Stato ha incassato quasi 800 milioni (+6,3%) per una quota di mercato televisivo del 20,77%, mentre la pay tv di Rupert Murdoch ha incamerato 484,5 milioni (+13,5%) salendo a una quota del 12,6% del settore.

Nonostante non avesse i diritti delle manifestazioni Mediaset ha confermato la sua leadership (pesa per oltre un terzo dell’intero mercato) grazie a una raccolta di 2,16 miliardi (+2,8%).

Discovery continua la sua rincorsa mettendo a segno un +13,4% grazie anche al canale Nove, mentre Urbano Cairo deve accontentarsi di un upside minimo, quasi il 2% di La7.

Chi soffre è la carta stampata: i quotidiani hanno perso il 6,7% mentre i periodici il 4%. In calo sono anche le affissioni (87,5 milioni, -4,3%) mentre prosegue il trend di crescita della radio (384,6 milioni, +2,3%) e solleva la testa il cinema (19,94 milioni, +6,9%).

Capitolo a parte è il web. Se il mezzo internet tradizionale continua a perdere terreno (457,7 milioni, -2,3%), a incamerare gli investimenti pubblicitari sono i social (Facebook su tutti), i motori di ricerca (domina Google) e le piattaforme video (Youtube). Come ha calcolato Nielsen, l’intero comparto digital oggi vale 2,28 miliardi, un terzo del mercato complessivo di fatto con una crescita del 7,5%.

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