La guerra tra Vivendi e Fininvest per il controllo di Mediaset è in corso. Mercoledì 14 dicembre il gruppo francese presieduto da Vincent Bolloré ha raggiunto il 20% di Mediaset, obiettivo che aveva dichiarato lunedì 12, e Fininvest si è portata al 38,3%, soglia massima che può raggiungere al momento senza incorrere nell’obbligo di Opa. E adesso? La famiglia Berlusconi ha ancora margine per difendersi dall’attacco dei francesi? Vediamo quali le opzioni sul tavolo.

La holding del Biscione, presieduta da Marina Berlusconi e guidata dall’amministratore delegato Danilo Pellegrino, ha innanzitutto ingaggiato Intesa Sanpaolo e UniCredit come consulenti per studiare le contromosse. Ha inoltre presentato una denuncia in Procura contro Vivendi per manipolazione del mercato. E sempre mercoledì 14 il procuratore della Repubblica di Milano Francesco Greco ha aperto un fascicolo, per ora contro ignoti. Infine Fininvest ha comprato 41,6 milioni di azioni Mediaset e si è stabilizzata al 38,3% del capitale (il 39,775% dei titoli aventi diritto di voto). A questa percentuale, non di controllo ma rilevante, può essere sommato il pacchetto di azioni proprie (3,79%) nelle disponibilità del gruppo televisivo.

Fininvest ha dunque raggiunto il tetto massimo di titoli Mediaset acquistabili nell’arco di un anno, che è pari al 5%. Nel caso decidesse di procedere ad altri acquisti, la holding della famiglia Berlusconi sarebbe obbligata a lanciare un’Opa su Mediaset. Per evitare questa eventualità dovrà dunque astenersi dall’acquistare altre azioni del gruppo televisivo fino ad aprile 2017.

L'azionariato di Mediaset al 15 dicembre 2015
L’azionariato di Mediaset al 15 dicembre 2015

Secondo alcuni osservatori, tuttavia, per rafforzare la presa di Fininvest su Mediaset ed evitare allo stesso tempo che Vivendi possa incrementare oltre il 20% la propria partecipazione, potrebbe essere la stessa Mediaset, presieduta da Fedele Confalonieri, ad acquistare sul mercato altre azioni proprie portandosi fino alla soglia massima del 10%.

Questa strada è percorribile? Secondo il Corriere della Sera, che oggi dedica un approfondimento al tema, si. Secondo altri organi di stampa, come ad esempio Il Sole 24 Ore, anche questa strada potrebbe essere rischiosa. La Consob, considerando la mossa di Mediaset funzionale agli interessi di Fininvest, potrebbe infatti chiedere alla holding il lancio dell’Opa.

Fininvest in Telecom per arginare l’assalto di Bolloré a Mediaset

Fininvest avrebbe però un’altra e potentissima freccia al proprio arco. Secondo quanto evidenziato da Milano Finanza, in qualche banca d’affari è iniziata a circolare l’ipotesi di una mossa muscolare da parte della holding di via Paleocapa. Di cosa si tratta? Da più parti si sostiene che la finanziaria della famiglia Berlusconi, che a fine 2015 poteva contare su importanti disponibilità liquide possa muoversi in borsa. Ma non direttamente su Mediaset.

L'andamento del titolo Mediaset nel corso del 2016
L’andamento del titolo Mediaset nel corso del 2016

E allora quale sarebbe il target su cui puntare? Il più facile, diretto e immediato è Telecom Italia, dove Vivendi è il primo azionista con il 24,7% circa. Telecom, evidenzia MF, capitalizza solo 11,6 miliardi, meno della metà di Vivendi, è italiana e potrebbe fungere da terreno di confronto con la società di Bolloré. Il flottante di Telecom non manca. E, va ricordato, da anni Pier Silvio Berlusconi sostiene che la convergenza media-tlc sia una strada obbligata.

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