Nuovo amministratore delegato Fininvest – Cambio al vertice di Fininvest, la holding della famiglia Berlusconi cui fa capo, tra l’altro, il 99,9% del Milan. Danilo Pellegrino, già direttore generale della società, è stato nominato amministratore delegato al posto di Pasquale Cannatelli, che assume la carica di vicepresidente. La staffetta è stata decisa dal consiglio di amministrazione presieduto da Marina Berlusconi riunitosi al termine dell’assemblea, che ha approvato il bilancio 2015 e il dividendo da circa 100 milioni. Nel board, confermato per intero, rientra Bruno Ermolli.

La nomina di Pellegrino arriva in un momento cruciale della trattativa tra la Fininvest e la cordata cinese rappresentata da Sal Galatioto interessata a rilevare il controllo del Milan, con il periodo di esclusiva esteso fino alla fine di luglio ma con buone possibilità che un preliminare di vendita possa essere firmato già il 7 luglio, giorno del raduno del club rossonero.

La staffetta tra Cannatelli, uno dei manager che più si è speso in questi mesi per portare a buon fine la trattativa per la cessione del Milan, e Pellegrino, che è da anni uno stretto collaboratore dell’ex ad, non dovrebbe comunque avere impatti sul negoziato tra Fininvest e Cinesi. Pellegrino ha infatti seguito in prima persona tutte le fasi della trattativa con la cordata cinese e conosce molto bene il dossier.

Cannatelli, classe 1947, era diventato amministratore delegato di Fininvest il 12 maggio del 2003 e in precedenza, sin dal luglio 1997, ricopriva il ruolo di direttore centrale pianificazione e controllo. Cannatelli ha iniziato la sua esperienza lavorativa nel 1972 alla Rank Xerox; nell’85 entra in Farmitalia Carlo Erba come Controller di Gruppo. Da oggi ricoprirà la carica di vice-presidente di Fininvest (poltrona lasciata libera da Maurizio Costa, oggi presidente di Rcs e Fieg, da quando è entrato nel cda di Mediobanca ) e di consulente strategica della holding.

Pellegrino, entrato in Fininvest nel 1998, l’anno seguente è stato nominato direttore amministrazione, pianificazione e controllo e nel 2003 è diventato direttore generale.

Bilancio Fininvest 2015, in cassa un tesoretto di 330 milioni

L’assemblea della holding ha inoltre approvato il bilancio 2015. Fininvest ha chiuso lo scorso esercizio con un risultato netto consolidato in sostanziale pareggio (-0,1 mln di euro) rispetto all’utile di 9,9 milioni nel 2014. Secondo indicato dalla stessa società, il dato risente di “oneri non ricorrenti pari a 17,6 milioni derivanti dalla rideterminazione, in Italia, delle attività fiscali differite, a seguito della riduzione dell’aliquota Ires dal 27,5% al 24% a decorrere dal 1 gennaio 2017, introdotta dalla legge di stabilità del 2016”.

Per quanto riguarda la sola capogruppo Finivest spa il risultato netto civilistico evidenzia un utile di 221,4 milioni rispetto ai 52,1 milioni dell’esercizio 2014. La posizione finanziaria netta presenta un saldo di liquidità pari a 330,6 milioni di euro, raddoppiata rispetto ai 162 milioni del 2014.

Alla luce dell’utile della capogruppo, l’assemblea di Fininvest ha deciso di distribuire agli azionisti un monte dividendi di 91,6 milioni, pari a 0,45 euro per azione. Era da cinque anni consecutivi che Fininvest non distribuiva dividendi di esercizio, mentre in alcune occasioni come nell’autunno scorso si era proceduto alla distribuzione di riserve.

I principali risultati consolidati pro-forma (ossia con la partecipazione Milan consolidata con il metodo del patrimonio netto) hanno visto il gruppo Fininvest chiudere l’esercizio 2015 ricavi con ricavi per 4,736 milioni, in crescita rispetto ai 4,687,5 milioni del 2014. Il margine operativo lordo a livello consolidato risulta pari a 1,403 milioni rispetto ai 1,377 milioni. Il risultato operativo è pari a 226,3 milioni (242,9 milioni nel 2014).

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