blatter tas respinge ricorso
Joseph Blatter Foto Daniela Frutiger/freshfocus/Insidefoto

Il Tas di Losanna respinge il ricorso dell’ex presidente della FIFA, Joseph Blattter, e conferma la squalifica di sei anni. Il motivo sono i 2 milioni di euro versati a Michel Platini nel 2011 per una consulenza avvenuta più di dieci anni prima, tra il 1998 e il 2002. I giudici del Tas hanno stabilito in via definitiva che “Blatter ha violato il codice etico della Fifa”, dal momento che il pagamento effettuato a Platini e frutto di un “presunto accordo verbale” può essere equiparato ad una “dazione indebita che non aveva alcuna base contrattuale”.

Nel dispositivo, il Tas spiega che Blatter “ha chiesto l’annullamento della squalifica, ma non ha chiesto una riduzione di pena“, come invece fatto da Platini al quale il Tribunale di Losanna ha limato la sanzione portandola a 4 anni di stop. “In ogni caso, il Panel ha stabilito che la sanzione imposta non era sproporzionata e pertanto ha confermato in pieno la decisione impugnata”.

All’inizio della vicenda Blatter era stato squalificato per otto anni dal Comitato etico della Fifa, la stessa sanzione che era stata inflitta a Platini. Entrambi avevano fatto ricorso in appello ed era stata scontata di due anni la pena. Per l’ultimo grado di giudizio, invece, ognuno ha scelto un percorso diverso: Platini ha chiesto una riduzione di pena, Blatter, è emerso oggi, l’annullamento della squalifica. Risultato: Platini è stato squalificato per quattro anni; il vecchio presidente della FIFA per sei.

Blatter, “Non potevo aspettarmi altro”

“Prendo atto della sentenza del Tas. Per come è andato il caso, non potevo aspettarmi altro”, dice amareggiato Blatter, ex numero uno del calcio mondiale, in una nota. “Quello che trovo incomprensibile è che l’esistenza di un accordo orale fra la FIFA e Platini sia ancora fermamente negata nonostante la mia testimonianza e quella di altre persone affermino il contrario, è stato anche ignorato un protocollo Uefa che menziona questo accordo”.

Il predecessore di Infantino ha aggiunto che ne “41 anni alla Fifa ho imparato molto, soprattutto che nello sport puoi vincere ma anche perdere. In questo senso devo accettare questa decisione, questa sospensione, ma è anche difficile comprenderla perché i principi dell’ordinamento giurisdizionale, ovvero che la colpevolezza va dimostrata dall’accusa, non sono stati applicati. Ad ogni modo guardo con un senso di gratitudine agli anni in cui sono riuscito a realizzare i miei ideali per il calcio e servire la Fifa”.